Padova città d’acque – Alberi e canali per un compleanno

2 Canale Alicorno

Paratoia che regola il flusso del Canale Alicorno; foto da Via Goito. Fra i tanti alberi un florido Acero negundo.
Il Canale attraversa l’estremo sud di Piazzale Santa Croce, correndo ai piedi di un breve filare di ippocastani in quello che può sembrare un banale fosso.

Da Piazzale Santa Croce il Canale, tombinato, corre fino a Prato della Valle, per immettersi, proprio sotto il ponte sud, nella canaletta dell’Isola Memmia; l’acqua fa il giro e da sotto lo stesso ponte si dirige, sempre tombinato, verso l’Orto Botanico, dove emerge per passare dietro al Santo e confluire a Pontecorvo, assieme al Canale di Santa Chiara, nel Canale di San Massimo.

Da sotto questo ponte l’acqua entra e ne riesce dopo aver compiuto l’intero giro dell’isola. Dire Prato della Valle, vuol dire Acer platanoides. Ottobre.
Il Canale Alicorno riemerge all’altezza dell’Orto Botanico. Qui l’entrata, adornata da un breve filare di Taxodium distichum (a destra), una vetusta Cryptomeria japonica (la pianta più scura al centro), Magnolia grandiflora (a sinistra).
Dietro al Santo, Vicolo Santorini, l’Alicorno corre parallelo al Canale Santa Chiara. Poi confluiranno appena dopo Ponte Pontecorvo. Fagus sylvatica Purpurea
La confluenza dei due canali ai Giardini Treves. Da qui in poi il fiume prende il nome di Canale San Massimo. Al centro un Celtis occidentalis e dietro un Alloro, a sinistra rami di Tilia platyphyllos, a destra, Magnolia grandiflora, l’albero che copre parzialmente il Tempietto.

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