Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.
Foglie semplici
Salix matsudana Tortuosa – Salice tortuoso
Dove si parla del più elegante fra i salici in città per le sue forme slanciate e l'aspetto mosso, conseguenza quest'ultimo della crescita particolare di foglie e rami. Non molto comune, ma tutto sommato non così raro come uno si aspetterebbe.
Cotinus coggygria – Albero della nebbia
Dove si parla di un alberello poco frequentato dai manuali di divulgazione, e poco comune in città. Circostanza quest'ultima che è un vero peccato, poiché Cotinus coggygria è un piccolo albero molto decorativo coi suoi vaporosi pennacchi, che gli han fatto guadagnare il curioso nome volgare di Albero della nebbia. Si cita inoltre una delle sue tante cultivar dalle foglie violacee, Cotinus coggygria Purpurea.
Olea europaea – Ulivo
Dove si parla di un albero legato profondamente alla cultura mediterranea e europea in generale e del suo valore altamente simbolico. E, naturalmente, dei suoi caratteri alcuni, come il fiore, affascinanti.
Crataegus laevigata Paul’s Scarlet – un biancospino di città
Dove si parla di un alberello dal nome un po' frivolo e scarsamente descritto nei manuali. In realtà è una cultivar molto interessante e ornamentale, della quale vale la pena approfondire i caratteri.
Populus x canescens – Pioppo grigio
Dove si parla di un albero grande e maestoso, delle sue foglie dalla forma e colore molto variabile, della corteccia variamente tinta di bianco e di nero ornata di graziose losanghe. Si discute anche della sua collocazione tassonomica e della scelta operata da Unalberoalgiorno.
Laurus nobilis – Alloro
Dove si racconta di un sempreverde fortemente radicato nel territorio e in tutto il bacino del Mediterraneo, molto amato in cucina, grandemente cantato dai poeti. Delle sue peculiarità, in specie i fiori, e di come poco lo amasse il Poeta della conchiglia ritorta.
Betula pendula – Betulla bianca
Dove si parla di un albero dalla corteccia candida che colpisce sensi e immaginazione. Delle sue altre proprietà quali frutti e fiori, e del suo elegante portamento. E infine l'autore del post si lascia andare a ricordi cinematografici della sua adolescenza.
Arbutus unedo – Corbezzolo
Nel quale si descrive un piccolo albero della macchia mediterranea, che fiorisce in inverno quando contemporaneamente maturano i rossi frutti. Per questo motivo fu uno dei simboli del Risorgimento italiano. Il post affianca alla descrizione della pianta, i versi dell'omonima ode del Pascoli.
Viburnum tinus – Viburno tino
Dove si parla di un arbusto bello e molto diffuso. Si illustra la gentilezza dei fiori, la profondità del verde delle foglie, la vivacità del colore dei frutti. E si trova anche il tempo di disquisire sulla ambigua forma della sua infiorescenza.
Paulownia tomentosa – Paulonia
Dove si parla di un albero grandemente decorativo per l'esuberante fioritura e le ampie foglie lungamente picciolate. Dai semi piccolissimi, alati, numerosissimi. E per non farsi mancare proprio niente, il post si abbandona ad una disquisizione sull'intima natura delle foglie lobate.
Parrotia persica – Parrozia
Dove si parla di un albero dalle foglie di colore grandemente mutabile, dai fiori nudi rosso cremisi, e dalla corteccia colorata, simile al Platano. E si propone anche un viaggio virtuale nel nord dell'Iran.
Pittosporum tobira – Pitosforo
Dove si parla di un albero venuto dall'estremo oriente che si è tanto bene adattato da fare ormai parte del paesaggio mediterraneo, delle sue strane foglie e dei fiori profumati che sanno di zagara. E si racconta inoltre di una sua cultivar dalle foglie screziate di bianco.
Salix alba Tristis – Salice piangente
Delle tre specie di salici più frequenti in città: Salix alba, Salix matsudana Tortuosa, Salix alba Tristis, quest'ultimo è certo il più noto e spettacolare. Quando lo si incontra si pensa subito al Salix babylonica, che però, purtroppo, è rarissimo.
Salix alba – Salice bianco
Dove si parla di un albero grandemente cantato dai poeti e ritratto dai pittori. Del sobrio e elegante portamento, dei colori che assume con le diverse stagioni, della corteccia ricca di sostante medicamentose.
Ziziphus jujuba – Giuggiolo
Dove si parla di un albero piccolo, dalla crescita sinuosa e chioma aperta e rada di un bel colore verde luminoso. Si racconta poi delle sue origini, e del suo radicamento nella tradizione popolare.
Corylus colurna – Nocciolo di Costantinopoli
Dove si parla di un albero molto simile al Nocciolo per i fiori le foglie i frutti, ma alquanto diverso nel portamento. Si esamina pure la peculiarità dell'infruttescenza che lo distingue grandemente dal cugino.
Alnus glutinosa – Ontano nero
Dove si parla di un albero dalle numerose peculiarità, del suo amore per l'acqua che lo ha reso prezioso nella edificazione di una città fantastica, e dei suoi strani fiori femminili che potrebbero farlo scambiare per una pianta gimnosperma.