Dove si mostrano numerosi luoghi della città abitati da gelsi bianchi, si ricordano alcuni esemplari vetusti, si cita la cultivar "Pendula" e, infine, si fantastica sul paesaggio agreste legato alla coltivazione del gelso appetito dal celebre baco.
Foglie semplici
Zelkova carpinifolia – Olmo del Caucaso
Dove si parla di un albero rarissimo in città e lo si mostra nelle diverse fogge che assume. Si narra dei suoi fiori maschili simili a quelli dell'olmo, dei frutti a forma di minuscole noci e delle foglie solo vagamente simili a quelle del carpino, nonostante il nome.
Morus alba – Gelso bianco, foglie multiformi e frutti effimeri
Dove si racconta di un albero dalla media statura a chioma globosa, delle sue foglie multiformi cibo esclusivo del baco da seta, e di altri suoi caratteri non ultimi i frutti gustosi ma fuggevoli. Allorché ci si accorge che il narrare ha assorbito troppo tempo, si rimanda subitaneamente il lettore ad altro post.
Maclura pomifera – Moro degli Osagi
Dove si parla di un albero dagli strani frutti e si descrivono i suoi altri caratteri. Si mostra poi un esemplare monumentale della Villa di Stra.
Viburnum lantana – Viburno lantana
Grande arbusto poco appariscente, ma che ad osservarlo attentamente può sorprendere. Pochi ce ne sono in città, pur essendo colmo di caratteri preziosi: foglie, fiori, frutti, portamento sembrano fatti apposta per formarne eleganti siepi. Ma c'è anche una sorpresa che sarà rivelata a suo tempo...
Mespilus germanica – Nespolo comune, quello del tempo e della paglia…
Dove si parla di un albero piccolo a chioma globosa e se ne descrivono oltre ai caratteri, in particolare i bellissimi fiori e i frutti misteriosi, anche i significati simbolici, azzardandosi a disquisire su una ben nota opera del Verga.
Cydonia oblonga – Cotogno
Dove si parla di un piccolo albero dalla chioma globosa e dai frutti preziosi in cucina: le mele cotogne. Nonché dei bellissimi fiori che li generano, ma attenzione: lo sanno fare soltanto se vicinissimo vive un altro cotogno.
Tilia tomentosa – Tiglio argentato
Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.
Salix matsudana Tortuosa – Salice tortuoso
Dove si parla del più elegante fra i salici in città per le sue forme slanciate e l'aspetto mosso, conseguenza quest'ultimo della crescita particolare di foglie e rami. Non molto comune, ma tutto sommato non così raro come uno si aspetterebbe.
Cotinus coggygria – Albero della nebbia
Dove si parla di un alberello poco frequentato dai manuali di divulgazione, e poco comune in città. Circostanza quest'ultima che è un vero peccato, poiché Cotinus coggygria è un piccolo albero molto decorativo coi suoi vaporosi pennacchi, che gli han fatto guadagnare il curioso nome volgare di Albero della nebbia. Si cita inoltre una delle sue tante cultivar dalle foglie violacee, Cotinus coggygria Purpurea.
Olea europaea – Ulivo
Dove si parla di un albero legato profondamente alla cultura mediterranea e europea in generale e del suo valore altamente simbolico. E, naturalmente, dei suoi caratteri alcuni, come il fiore, affascinanti.
Crataegus laevigata Paul’s Scarlet – un biancospino di città
Dove si parla di un alberello dal nome un po' frivolo e scarsamente descritto nei manuali. In realtà è una cultivar molto interessante e ornamentale, della quale vale la pena approfondire i caratteri.
Populus x canescens – Pioppo grigio
Dove si parla di un albero grande e maestoso, delle sue foglie dalla forma e colore molto variabile, della corteccia variamente tinta di bianco e di nero ornata di graziose losanghe. Si discute anche della sua collocazione tassonomica e della scelta operata da Unalberoalgiorno.
Laurus nobilis – Alloro
Dove si racconta di un sempreverde fortemente radicato nel territorio e in tutto il bacino del Mediterraneo, molto amato in cucina, grandemente cantato dai poeti. Delle sue peculiarità, in specie i fiori, e di come poco lo amasse il Poeta della conchiglia ritorta.
Betula pendula – Betulla bianca
Dove si parla di un albero dalla corteccia candida che colpisce sensi e immaginazione. Delle sue altre proprietà quali frutti e fiori, e del suo elegante portamento. E infine l'autore del post si lascia andare a ricordi cinematografici della sua adolescenza.
Arbutus unedo – Corbezzolo
Nel quale si descrive un piccolo albero della macchia mediterranea, che fiorisce in inverno quando contemporaneamente maturano i rossi frutti. Per questo motivo fu uno dei simboli del Risorgimento italiano. Il post affianca alla descrizione della pianta, i versi dell'omonima ode del Pascoli.
Viburnum tinus – Viburno tino
Dove si parla di un arbusto bello e molto diffuso. Si illustra la gentilezza dei fiori, la profondità del verde delle foglie, la vivacità del colore dei frutti. E si trova anche il tempo di disquisire sulla ambigua forma della sua infiorescenza.
Paulownia tomentosa – Paulonia
Dove si parla di un albero grandemente decorativo per l'esuberante fioritura e le ampie foglie lungamente picciolate. Dai semi piccolissimi, alati, numerosissimi. E per non farsi mancare proprio niente, il post si abbandona ad una disquisizione sull'intima natura delle foglie lobate.