Il post raccoglie gli alberi con frutti secchi (non carnosi) ricoperti da membrane fibrose e rigide (zelkova). Talvolta esse si estendono a formare piccole ali (aceri, olmi) o brattee membranose con la stessa funzione (carpini, tigli) o semplicemente a protezione del frutto (nocciolo).
Mese: settembre 2023
Taxodium disticum e Metasequoia glyptostroboides a confronto
Distinguere le due specie non è facile, molti caratteri sono simili, anche se altri, per fortuna, lo sembrano soltanto. Così per avere qualche possibilità di successo, e non correre il rischio di far confusione, meglio concentrarsi solo su questi ultimi.
Campsis radicans – Bignonia
Per una volta non un albero né un arbusto ma una liana. Rampicante dai colori accesi, foglie verdissime e fiori aranciati, questi ultimi grandi e disposti in estesi mazzi. La chioma è espansa, fitta, florida. Insomma, una pianta lussureggiante. Perdipiù è una arrampicatrice eccezionale con lunghi e sottili fusti capaci di emettere piccole radici che si ancorano dappertutto.
Euonymus alatus – Evonimo alato
Arbusto dalle particolarità raffinate, primariamente per i rami alati, in realtà piatte sporgenze di consistenza suberosa, e poi per i frutti di singolare bellezza. Molto simile al cugino europeo (Berretta da prete) per le foglie allungate, ma soprattutto per il portamento, poiché, come quello, ha rami sottili che salgono ad angoli stretti.
Chaenomeles japonica – Cotogno giapponese
Dove si parla di un arbusto dalle dimensioni modeste, ma con intensi momenti di gloria, uno la tormentata assegnazione del nome, poi, naturalmente, i caratteri: la straordinaria fioritura e gli impressionanti frutti.