
Rudbeckia comune
Come afferma Julius von Sacks, History of Botany, 1875 (e su questo certo nessuno può confutarlo): ‘in [alcuni raggruppamenti] i generi concordano così tanto in tutti i loro caratteri distintivi che rimangono necessariamente uniti, qualunque sia il carattere scelto a scopo sistematico’. Fulgido esempio le composite.
Le composite in Tournefort

Tournefort, come si sa, divide le piante primariamente in erbacee e arboree. Poi ragiona per corolla, ovvero separa le piante che la corolla ce l’hanno da quelle senza. E dalle prime ritaglia una fetta di piante con infiorescenze dalle caratteristiche curiose e appariscenti (capolini con miriadi di fioretti dalle particolari caratteristiche) che chiama ‘Composèes‘: le nostre Composite o Asteraceae.

Le Composite sono a loro volta suddivise in tre classi e numerose sezioni. Per la prima volta, merito di Tournefort, le troviamo tutte raccolte in bell’ordine a seconda che abbiano: solo flosculi tubulosi (Composèes a fleurons), solo flosculi ligulati (C. a demi fleurons), flosculi tubulosi nel disco e ligulati nel raggio (C. radièes)
Le composite in Jussieu

Nel sistema di Jussieu le troviamo in qualche modo ridimensionate, nel senso che vengono alla fine di una classificazione più articolata che le mette tra le monopetale. Mentre in Tournefort il fatto di essere monopetale passava in secondo piano rispetto alla loro vistosa infiorescenza.


Le Composite in Linneo


La classe Syngenesia annovera le specie con fiori i cui stami hanno le antere saldate fra loro. Questo carattere si dimostra sufficiente per sovrapporla alla X classe di Juissieu. (Foto, Heliantus annuus, girasole)

Così per transitività si sovrappone anche alle Composite di Tournefort. (Foto, Genera Plantarum, Leida, 1740, p. 370; il Professore di Uppsala cambia nome alla classe)
Non è superfluo notare che il carattere ‘antere connate’ (fiore sinanterico o singenesico) scelto da Jussieu è preso pari pari da Linneo (Syngenesia). Anche Jussieu saliva sulle spalle dei giganti…

Il percorso delle composite nel sistema di Linneo: piante a fiori visibili > fiori bisessuali > stami saldati per le antere. La classe Syngenesia comprende quattro ordini o famiglie a seconda del tipo di flosculi (attenzione nel senso del tipo, ma del sesso: bisessuali, maschili, femminili) e soprattutto della loro fertilità o meno.
Nella figura che segue è mostrato il modo in cui Linneo divide la classe in ordi.

Al centro schema dell’infiorescenza delle Corymbiferae, flosculi tubulosi nel disco e ligulati nel raggio. Anche Linneo distingue tra disco e raggio, ma la distinzione fra fiori tubulosi e ligulati essenziale in Tournefort e Jussieu è per lui secondaria. Egli punta tutto su sessualità e fertilità del singolo fiore. (*)

La pagina 372 di Genera Plantarum. Ammiriamo l’ars combinatoria di Linneo nell’enucleare in quattro gruppi (da alfa a delta) le nove composizioni (da 1 a 9) messe in atto dalla Natura. Ad esempio Polygamia aequalis si ottiene dalle configurazioni 9, 1 e 4, che hanno fiori bisessuali sia nel disco sia nel raggio, non importa se tubulosi o ligulati.
Mettiamo a confronto i gruppi di Linneo con le famiglie di Jussieu per verificare eventuali sovrapposizioni. Per farlo costruiamo una tabella riportando nelle colonne le nove composizioni individuate da Linneo, e nelle righe i quattro gruppi di Linneo e le tre famiglie di Jussieu.

Le parti iniziali delle descrizioni di Jussieu si concentrano sul tipo di fioretti, con queste informazioni è possibile riempire le ultime tre righe della tabella.
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | |
| P. aequalis | x | x | x | ||||||
| P. superflua | x | x | x | ||||||
| P. frustranea | x | x | |||||||
| P. necessaria | x | ||||||||
| Cichoriaceae | x | ||||||||
| Cinarocephalae | x | x | x | ||||||
| Corymbifaere | x | x | x |
Nessuna delle prime quattro righe è uguale ad alcuna delle ultime tre. Ad esempio la configurazione 9 è presente sia nelle Polygamia aequalis sia nelle Cichoriaceae, e ciò sembra molto promettente, ma il gioco imposto da Linneo estende le aequalis anche alle configurazioni 1 e 4, e la corrispondenza salta.
Resta così dimostrato che l’accordo con Jussieu sussiste solo se prendiamo in blocco la classe 19 di Linneo e la confrontiamo con la classe X di Jussieu, se passiamo però a raggruppamenti più piccoli, non sussiste la benché minima corrispondenza.
Ma vorrei aggiungere una ulteriore, e forse più importante, considerazione. Il nucleo della visione linneana è la sessualità delle piante. Tuttavia, l’idea, eccellente per una identificazione immediata e certa di ogni possibile specie, si rivelava farraginosa in specifiche parti della teoria. Il caso delle composite (o meglio del fiore sinanterico) ne mostra i limiti: verificare sessualità e fertilità dei singoli fioretti è complicato in sé, e risulta dispendioso in termini di tempo. Insomma, con le composite Linneo si caccia in un vicolo cieco; per dirla alla Lakatos il suo programma di ricerca tende a degenerare.
Confronto tra le descrizioni delle famiglie in Jussieu e Tournefot
È istruttivo leggere in dettaglio la descrizione delle famiglie. Prendiamo le mosse da Tournefort e a titolo di esempio scegliamo la XIII classe: Composèes a demi fleurons (solo flosculi ligulati) (pagina 372, tomo1, Elemens de Botanique, Parigi, 1694).

Fiori a flosculi ligulati – I fiori sono mazzi A o B appiattiti, composti da soli flosculi ligulati C o D che di solito formano cerchi concentrici. La parte a forma di foglia C o D è sei volte la base E o F. La guaina G [le antere saldate] il più delle volte inizia con cinque piccoli filamenti H [i filamenti degli stami], e cede il passo a un altro filamento I [lo stilo del pistillo] che proviene dalla base dell’embrione K del seme [l’ovario]. Tutti questi flosculi sono sostenuti da un calice O o P la cui base Q è chiamata strato [ricettacolo comune]. Ognuno di essi porta un embrione [ovario] K o N, e in alcuni generi sono separati l’uno dall’altro da poche foglie R. Quando questi fiori sono appassiti, gli embrioni diventano semi, alcuni dei quali S sono ornati da un pappo T, mentre gli altri V non ce l’hanno. Ci sono semi X di alcuni altri flosculi che sono ornati da una corona molto delicata Z, e altri & che hanno un pennacchio di foglioline. (tavola 251, tomo 3, Elemens; testo: pagina 372, tomo 1)
Confrontiamo la descrizione con quella della corrispondente famiglia (Cichoriaceae) di Jussieu (pagina 168, Genera Plantarum, Parigi, 1789).

Dopo la descrizione dell’infiorescenza, l’attenzione è rivolta ad altri caratteri quali: piante con lattice; fusto erbaceo o raramente a stelo. Foglie alterne. Fiori perlopiù gialli.
Jussieu nel descrive le famiglie guarda al maggior numero possibile di caratteri (alla pianta nel suo complesso), mentre Tournefort è molto più puntuale nella descrizione di infiorescenza, fiore e frutto, ma nulla dice di altri caratteri. Si capisce che i paradigmi sono diversi. Questa differenza era sottolineata dai nomi con cui si indicavano i due sistemi tassonomici, quello di Tournefort veniva detto ‘sistema artificiale’ o semplicemente ‘sistema’, mentre quello di Jussieu era stato chiamato dal suo autore, e poi da tutti i suoi seguaci, ‘metodo naturale’ o semplicemente ‘metodo’.


Quando le donne delle coppie (nel disco) sono sterili, i mariti procreeranno con le meretrici (del raggio). Pagina 840, Systema Naturae, 1759.
Linneo sembra provare un gusto sottile nel traslare le abitudini sessuali umane alle piante, così nel quarto gruppo (Polygamia necessaria) l’adulterio sembra l’unico modo per procreare. Ma forse interpreto male: il suo potrebbe essere soltanto un espediente didattico.