Seguendo una pratica ormai consolidata un altro gruppo di alberi che insisteva sulla visuale delle mura cinquecentesche è stato annientato. Questa volta è toccato alle piante che abitavano uno spiazzo posto fra il filare di platani di Via Sarpi e il lato nord ovest del Bastione Moro 2.
Gli alberi sono stati uccisi tra l’estate e l’autunno di quest’anno. (Questa e tutte le successive foto aeree sono da Google Earth, luglio 2022)Non sono in grado di documentare il numero esatto, ma dalle foto e da una perizia, fatta fare da un privato cittadino poco prima del fatto, non dovrebbe essere inferiore a una dozzina.
Per lo più cedri dell’Himalaya, un cedro dell’Atlante, un cipresso dell’Arizona, una magnolia bianca e un pino wallichiana. La foto mostra piante tutte in piena maturità.Uno scorcio sull’area. Sulla destra lo spigolo ovest del bastione e da sinistra: pioppo cipressino (già abbattuto alla data della perizia – luglio 2022), due cedri dell’Himalaya, cipresso dell’Arizona, magnolia bianca. Sullo sfondo Via Sarpi (la circonvallazione interna). (Foto, novembre 2019)Il bastione. Nella parte alta si distinguono le opere di restauro (foto dell’agosto 2022) e oltre queste le cime delle farnie fastigiate di Via Citolo. Sulla sinistra cedro dell’Himalaya e a destra una pianta a foglia caduca (forse un bagolaro). Non sembra che la vista del bastione fosse compromessa, anche perché tutte le conifere erano prive dei palchi più bassi. (Foto, agosto 2020)Sulla sinistra tratto del lato nord del bastione, a destra una cabina della rete elettrica, e in fondo la rigogliosa vegetazione (la cima più alta è del wallichiana). (Foto, agosto 2020)L’immagine riprende il punto di vista della prima delle tre foto precedenti. Sulla destra lo spigolo ovest del bastione e in fondo la cabina elettrica. La decimazione ha risparmiato un piccolo ligustro lucido, nato spontaneamente, e un altro cedro dell’Himalaya non inquadrato. (Foto, febbraio 2025)A sinistra parte del lato nord del bastione. (Foto, febbraio 2025)Oltre i platani della strada si riconosce la spianata e in fondo il bastione. Dove c’era vita ora c’è morte, dove c’era bellezza regna lo squallore. (Foto, febbraio 2025)Certo per l’estate spunterà dell’erbetta (che nel frattempo avranno seminato) ma la visione che ci ha accompagnato per molti anni è ormai definitivamente perduta, secondo il principio che recita: Il verde va ricostruito. Principio odioso e protervo che, assieme alla pretesa di lasciare libera la visuale delle mura, ha guidato la pulizia della cinta muraria in questi anni. (Foto, febbraio 2025)Una foto fatta nel novembre 2021 in occasione di una visita guidata al bastione appena restaurato. Sullo sfondo i platani, e davanti le conifere uccise; ultimo a destra si riconosce il wallichiana.Il restauro del bastione esprime bene il gusto del Comitato Mura (una libera associazione di cittadini che orienta le scelte dell’Amministrazione in molte questioni riguardanti le due cinte murarie).Il confronto con questa vecchia foto lascia senza parole. Invece di farne un deserto si sarebbe potuto salvare le specie cresciute spontaneamente.
Anche sulle piante che crescono spontanee lungo le mura ci sarebbe molto da dire, ma la cosa richiede tempo e perciò rimandiamo ad altro post.
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2 pensieri su “Ancora alberi uccisi attorno alle Mura”
Un saluto di benvenuta
chiunque tu sia , GRAZIE per questo sito appena scoperto per caso.
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