Jasmineae vs Oleinae – Una lunga storia di divisioni e accorpamenti

A modo di introduzione
Nel post si indagano le ragioni che indussero i botanici a scorporare e poi ricomporre la famiglia di ulivi e gelsomini. Si apprendono, inoltre, molte cose su semi e ovuli, a riprova che la storia della scienza è un efficace strumento didattico.


Il termine Jasmineae compare per la prima volta in Genera Plantarum, Parigi, 1789

Alla pagina 104. Calice e corolla tubiforme, tranne i frassini, ci tiene a precisare il buon Jussieu, i cui fiori o non han corolla o l’hanno a petali separati. Stami perlopiù due. Stilo unico; stigma bifido. Frutti capsule o bacche. Embrione il più delle volte avvolto da endosperma. Fusto arbustivo o arboreo. Foglie perlopiù opposte.

Nel 1809 due botanici tedeschi Johann C. Hoffmannsegg e Johann H. F. Link propongono di dividere la famiglia in due: Jasmineae e Oleinae. L’occasione è la pubblicazione di un loro volume Flore Portugaise (ovvero descrizione di tutte le piante che crescono in Portogallo), Berlino, 1809. Il libro, frutto di una spedizione scientifica degli autori in quel paese (1797-1801), è scritto in latino con la traduzione, nella stessa pagina, in francese.

La pagina 383. Nel volume la famiglia Jasmineae porta il numero d’ordine 14. Bisogna precisare che il libro non è un trattato di sistematica, ma soltanto una ‘Flora locale’; una delle tante che da sempre i botanici producevano per documentare piante di nuove e vecchie regioni.
Caratteri: foglie opposte e alterne, stami due, stilo unico, frutto bacca o capsula.
Diagnosi: Calice di un solo pezzo, corolla lobata, stami inseriti sulla corolla, frutto bacca o capsula a due loculi. Seme senza endosperma. Embrione [ovulo] eretto (attaccato al fondo delle logge dell’ovario).

La pagina 385. Mentre la famiglia Oleinae compare col numero d’ordine 15.
Caratteri: Foglie opposte, più raramente alterne. Corolla regolare. Stami 2 o 4. Stilo 1 […]
Diagnosi: Calice di un solo pezzo, piccolo. Corolla divisa in quattro o cinque lobi. Stami inseriti sulla corolla. Frutto sia bacca, sia, più frequentemente drupa, più raramente capsula biloculare. Seme con endosperma. Embrione [ovulo] inverso o pendente (attaccato al sommo delle logge dell’ovario). Fusto arbustivo e arboreo, con foglie alterne solo nella parte superiore. […]

Dal confronto delle tre descrizioni sembra non emerga nulla di così eclatante da giustificare l’operazione. Forse una maggiore precisione, in qualche descrizione, sul numero degli stami o sulla frequenza del tipo di frutto, o sulla presenza o meno di endosperma. Ma qualcosa di decisivo è detto a…

…pagina 383, dove si afferma che la famiglia delle Jasminae proposta da Jussieu, è stata divisa in due gruppi: uno, Jasminae, [più modesto] ha semi privi di endosperma e embrione [ovulo] eretto; l’altro Oleinarum [Oleinae] ha semi con endosperma e ovuli pendenti. I due botanici notano inoltre che le Jasmineae hanno qualcosa di singolare nel loro portamento (habitu), come a sottolinearne i caratteri meno stabili.

Hoffmannsegg e Link citano una riflessione dello stesso Jussieu (Annales du Museum d’Histoire Naturelle, tomo 5, 1804, pagina 252) a proposito della presenza dell’endosperma nei semi in un folto gruppo di specie della famiglia, e del modo in cui sono attaccati gli ovuli alle logge degli ovari. È come se lo stesso Jussieu avesse tracciato una nuova strada: sembra quasi di vederli, Hoffmannsegg e Link, percorrerla fino in fondo proponendo la nascita di due nuove famiglie distinte.

La riflessione di Jussieu nasce dalla consultazione di un testo di Gaertner (‘leggendo Gaertner’ egli principia). Joseph Gaertner (1732-1791) era un botanico e naturalista tedesco che aveva studiato intensamente semi e frutti con microscopi da lui stesso fabbricati (aveva fatto anche studi di fisica e ottica in particolare). Il suo De fructibus et seminibus plantarum, Stoccarda, 1788, divenne subito una pietra di paragone per i botanici contemporanei che grazie a questa opera spostarono la loro attenzione sulla seconda parte della fase riproduttiva (frutti e semi) che poca o nulla parte aveva preso nella sistematica di tutto il Settecento.

Frontespizio dell’opera (disposto su due colonne). Pubblicata a spese proprie e corredate da 79 tavole – le illustrazioni sono dello stesso Gaertner e l’incisore è il celebre Johann Georg Sturm (in basso a destra la firma che compare in fondo alle tavole ‘J. G. Sturm fecit’).

Ci piace immaginare Jussieu chino sul libro di Gaertner sulla descrizione di Jasminum fruticans (Pagina 196, Volume 1). Ho evidenziato i caratteri di interesse: endosperma assente; embrione eretto.

La tavola 42, mostra in (e) il seme senza la polpa, e in (f) l’embrione nudo senza endosperma.

Le due famiglie rimasero tali per quasi un secolo, le ritroviamo perfino in Eichler (ben noto a questo blog perché ideatore dei diagrammi fiorali) le Oleaceae a p. 234 e le Jasminaceae a p. 239 de Blüthendiagramme (Diagrammi fiorali), Lipsia, 1875, Vol. 1. Alla fine Engler all’inizio del Novecento (praticamente ieri) le riunifica relegando le due famiglie al rango di sottofamiglie.

La pagina 180Syllabus der Pflanzenfamilien, l’edizione del 1903, Berlino. La famiglia delle Oleaceae è divisa in due sottofamiglie: Oleoideae con ‘ovuli pendenti dalla sommità delle logge dell’ovario’ (ci sono un po’ tutti: frassini, lillà, forsizie, ilatri (Phillyrea), Chionanthus, ulivo, ligustri); Jasminoideae con ‘ovuli fissati alla base delle logge dell’ovario, ascendenti’.

Il nome della famiglia è preso dall’ulivo, credo per due motivi: il primo relativo all’abbondanza di generi coinvolti nella prima sottofamiglia; il secondo per l’indubbia importanza economica e culturale del genere – si pensi alla rilevanza della pianta nella regione mediterranea.

Olea europaea, ovario supero di forma sferica, breve stilo, stigma bifido e granuloso (come certe caramelle gommose).
Ovario con due alloggiamenti, gli ovuli sono appesi alla sommità di questi ultimi. Uno solo arriverà a maturazione.
Forsythia suspensa, un taglio, un po’ maldestro, mostra un grappolo di ovuli appesi alla parete superiore dell’ovario
Meglio si distingue il tipo di inserzione in questa sezione longitudinale del pistillo.
Jasminum mesneyi, fiore completo di calice e corolla tubolari
Sezione della corolla e calice completamente asportato. Si distinguono i due stami attaccati alla parete interna della corolla e il pistillo completo; l’ovario appoggia su un nettario.
Sezione dell’ovario, si riconoscono gli ovuli attaccati alla base delle logge dell’ovario.
Phillyrea angustifolia, seme completo di embrione e endosperma.
Le drupe.

Non posseggo una foto (né nel mio archivio, né in rete) che possa documentare il seme di gelsomino privo di endosperma, ci dobbiamo accontentare dell’illustrazione di Gaertner vista poco sopra.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.