I ‘fiori’ dei Cedri – C. deodara, C. atlantica, C. libani

Aggiornato nel febbraio 2026

Il post raccoglie foto con particolari di strobili maschili e femminili dei cedri presenti nel blog, così come appaiono all’oculare di un microscopio a modesti ingrandimenti (5-15×). Insomma, una sorta di album fotografico dedicato alle strutture riproduttive del genere Cedrus.

‘Fiore’ maschile
Cedru deodara 1 Ott17
Infiorescenze maschili, dapprima verdi imbruniscono rapidamente rilasciando abbondante polline giallissimo. (Nella foto C. deodara)
Marciapiede in Via Brigata Padova in novembre.
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Somigliano a bastoncini affusolati con la superficie granulosa. (Nella foto C. atlantica)
Poi imbruniscono a maturazione. (Nella foto C. atlantica)
Le squame sono tutte appressate, han forma arrotondata (nell’atlantica) e bordo debolmente frastagliato.
Nel deodara sono appuntite (triangolari) mentre il bordo è molto più mosso.
I singoli ‘fioretti’ maschili (microsporofilli) han curiosa forma a L. Un lato è formato dalle due sacche polliniche l’altro dalla squama protettiva…
…gialle le prime, verde (almeno inizialmente) la seconda
Vista dorsale. (Nelle ultime tre foto C. deodara)
Sono attaccati per la base delle sacche polliniche ad un asse centrale (nella foto C. atlantica)

Sezione trasversale dell’infiorescenza. I ‘fioretti’ si dispongono a raggera (in realtà si avvolgono a spirale lungo l’asse centrale, ma purtroppo non ho una foto che renda evidente questo fenomeno). (Nella foto C. atlantica)

Sezione trasversale del cono maschile di C. deodara; si distinguono le squame che salgono ortogonalmente.
Il rovescio della sezione precedente. Alcune sacche sono state sezionate nel taglio. L’asse centrale sembra di colore diverso nelle due specie (non so se dipenda dal differente grado di maturazione).
‘Fiore’ femminile
I fiori femminili (infiorescenze) sono pigne in miniatura
Strobili più piccoli di quelli maschili. Le squame sono piatte e inserite a spirale su un asse centrale

Singolo ‘fioretto’ femminile (macrosporofillo) di atlantica, due ovuli per squama. Sono attaccati alla squama e dalla parte opposta hanno un foro (micropilo) per il passaggio del polline; sui bordi del buco protuberanze tipiche delle pinacee (bracci micropilari).

Pagina inferiore della squama con, più piccola e bianco diafana, la brattea protettiva. Durante lo sviluppo la brattea, che originariamente copre la squama, cresce molto meno.
Brattea, dritto e rovescio.
Strobilo in febbraio a ingrandimento maggiore. Si riconosce l’andamento a spirale; ha passo diverso se si segue dal basso a sinistra salendo verso destra o verso sinistra. La geometria è affascinante legata com’è ai misteriosi numeri di Fibonacci, ma servirebbe un intero post per parlarne adeguatamente.
Sezione longitudinale del cono, nella foto sono indicati gli elementi costituenti, nell’ordine: una brattea a protezione delle squama, la quale squama porta sulla pagina superiore un ovulo nudo (trattasi di specie gimnosperma)
La foto precedente. Il piano di taglio determina su brattee, squame e ovuli sezioni sempre diverse a causa delle disposizione a spirale di questi elementi sull’asse.
Cono spezzato trasversalmente, si riconoscono le brattee protettive, bianche di pruina, e le squame fertili.
Dopo qualche settimana i coni scuriscono e le squame cominciano ad ingrossare e serrarsi. (Nella foto C. libani)
Semi alati di deodara.

Appendice
Le lettura del post ha indotto Massimiliano Giacometti, un lettore-amico di Altichiero (PD), a mandarmi alcune foto di piantine appena nate (due settimane) di deodara. Le pubblico volentieri ringraziandolo.

Una sorta di nursery con le piccole deodarine che si affacciano alla vita. Si distinguono i numerosi cotiledoni e all’interno un ciuffetto di quelle che devono essere le prime vere foglie (aghi).
Dal seme (quello che ne resta è in alto in parte ricoperto dal terriccio) esce per prima la radichetta, poi il fusticino (ipocotile) e infine i cotiledoni. Le due foto raccontano molto bene questa storia. Alla base dei cotiledoni cioè in cime al fusticino un tessuto meristematico (epicotile) provvederà a far crescere la pianta per tutto il resto della sua vita.
Seme di Cedrus sp, variamente sezionato, si riconosce, in particolare, l’embrione con i cotiledoni appena accennati. (Ingrandimento tratto da una tavola botanica di cui, purtroppo, ho perso il riferimento sitografico)

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