I ‘fiori’ dei Cedri – C. deodara, C. atlantica, C. libani

Il post raccoglie foto con particolari di strobili maschili e femminili dei cedri presenti nel blog, così come appaiono all’oculare di un microscopio a modesti ingrandimenti (5-15×). Insomma, una sorta di album fotografico dedicato alle strutture riproduttive del genere Cedrus.

‘Fiore’ maschile
Cedru deodara 1 Ott17
Infiorescenze maschili, dapprima verdi imbruniscono rapidamente rilasciando abbondante polline giallissimo. (Nella foto C. deodara)
Marciapiede in Via Brigata Padova in novembre.
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Somigliano a bastoncini affusolati con la superficie granulosa. (Nella foto C. atlantica)
Poi imbruniscono a maturazione. (Nella foto C. atlantica)
Le squame sono tutte appressate, han forma arrotondata (nell’atlantica) e bordo debolmente frastagliato.
Nel deodara sono appuntite (triangolari) mentre il bordo è molto più mosso.
I singoli ‘fioretti’ maschili (microsporofilli) han curiosa forma a L. Un lato è formato dalle due sacche polliniche l’altro dalla squama protettiva…
…gialle le prime, verde (almeno inizialmente) la seconda
Vista dorsale. (Nelle ultime tre foto C. deodara)
Sono attaccati per la base delle sacche polliniche ad un asse centrale (nella foto C. atlantica)
Sezione trasversale dell’infiorescenza. I ‘fioretti’ si avvolgono a spirale lungo l’asse centrale. (Nella foto C. atlantica)
Sezione trasversale del cono maschile di C. deodara; si distinguono le squame che salgono ortogonalmente.
Il rovescio della sezione precedente. Alcune sacche sono state sezionate nel taglio. L’asse centrale sembra di colore diverso nelle due specie (non so se dipenda dal differente grado di maturazione).
‘Fiore’ femminile
I fiori femminili (infiorescenze) sono pigne in miniatura
Strobili più piccoli di quelli maschili. Le squame sono piatte e inserite a spirale su un asse centrale

Singolo ‘fioretto’ femminile (macrosporofillo) di atlantica, due ovuli per squama (come in tutte le pinacee). Sono sistemati alquanto in basso e quasi esterni alla squama, quest’ultima è molto larga per poter ospitare le grandi ali che si formeranno al maturare del seme. (Foto da M. Ferrari, D. Medici, Alberi e arbusti, Edagricole, 2008, p. 159. Illustrazione di A. Ambrogio.

Semi alati di deodara.
Dopo qualche settimana scuriscono e le squame cominciano ad ingrossare. (Nella foto C. libani)

Appendice
Le lettura del post ha indotto Massimiliano Giacometti, un lettore-amico di Limena (PD), a mandarmi alcune foto di piantine appena nate (due settimane) di deodara. Le pubblico volentieri ringraziandolo.

Una sorta di nursery con le piccole piantine che si affacciano alla vita. Si distinguono i numerosi cotiledoni e all’interno un ciuffetto di quelle che devono essere le prime vere foglie (aghi).
Dal seme (quello che ne resta è in alto in parte ricoperto dal terriccio) esce per prima la radichetta, poi il fusticino (ipocotile) e infine i cotiledoni. Le due foto raccontano molto bene questa storia. Alla base dei cotiledoni cioè in cime al fusticino un tessuto meristematico (epicotile) provvederà a far crescere la pianta per tutto il resto della sua vita.
Seme di Cedrus sp, variamente sezionato, si riconosce, in particolare, l’embrione con i cotiledoni appena accennati. (Ingrandimento tratto da una tavola botanica di cui, purtroppo, ho perso il riferimento sitografico)

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