Salix atrocinerea – Salice atrocinereo o di Gallura

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; rami; rametti; stipole; seme; foliage; fenologia; areale di origine; sistematica; dove trovarli

Salix atrocinerea Brot.
Nome imposto da Felix de Avelar Brotero (1744-1828), botanico portoghese formatosi in Francia dopo essere sfuggito all’inquisizione del suo paese, nel volume Flora Lusitanica, Parigi, 1804.

Pagina 31. Foglia a bordo intero o con piccoli denti appena visibili, lanceolata, sopra glabra, sotto tomentosa e glauca; stipole cordate o reniformi, con ghiandole sul bordo.

Fenologia minima
Areale di origine (native range) – Europa occidentale, compresa Corsica e Sardegna; in latitudine si estende dalla Scozia alle pendici dei Monti dell’Atlante.

Piccolo albero dai rami lunghi, sottili e mossi, ma non contorti, che rendono la chioma aperta e ampia in cima; le tonalità cerulee verdastre delle foglie gli danno un colore glaucescente che lo fa distingue anche da lontano. In città è presente solo in Orto; ne ho incontrato una gioiosa comunità in Galizia lungo il fiume Eume.

Un bellissimo esemplare lungo l’Eume. La chioma più scura lo distingue dallo sfondo.
Il notevole tronco, ramificato sin dalla base. La corteccia, grigio marrone, si screpola con l’età
Da giovane liscia e grigia. Spesso ha riflessi verdastri dovuti, forse, a organismi che la abitano.
L’atrocinerea dell’Orto in novembre, le foglie cadono subito una volta ingiallite.
Rami mossi, ma non contorti – come si diceva.
Foglia lucida; colore grigioverde atro.
In novembre scurisce ancora di più e assume riflessi bluastri
Forma allungata, venature chiare, bordo a denti minuti, spesso molto poco evidenti; picciolo breve e vellutato di corti peli bianchi.
Giovani rametti chiari e felpati. Pagina inferiore cinerea ricoperta di fitta peluria.
Sulle venature peli striati di ruggine.
Stipole originalissime, un semicerchio quasi perfetto. Sempre a coppie, sessili, venature a raggera, bordo dentato
Pagina superiore verde brillante
L’inferiore opaca. Si distinguono meglio le venature, le principali terminano nei denti.
Ghiandole in cima ai denti (come ci ha insegnato Felix de Avelar Brotero).

Pianta dioica. I fiori maschili in amenti, molto simili a quelli del salicone, ma colle antere inizialmente arancione. Due antere e una squama pelosa a protezione. (Foto BCC – CC BY-SA 3.0)

Fiori femminili in amenti preferibilmente eretti, colore verde.
Singolo fioretto senza calice né corolla. Il pistillo ha forma di fiaschetta allungata.
Ricoperto di peli protettivi, è portato da un sottile peduncolo che nasce alla base di una brattea marrone e pure lei pelosa
Termina in uno stigma quadrifido e filiforme. Breve stilo.
Come in un quadro astratto. Foto che vale da ripasso.
Il frutto è una capsula che ripete la forma del fiore. Inizialmente verde
Poi secca e ingiallisce
Nella foto l’amento con la maggior parte delle capsule aperte
Le quali capsule si aprono in due valve, e lasciano emergere fasci di peli bianchi:…
pappi a servizio dei semi. Pianta pioniera dai frutti leggeri, volanti, precoci – come per tutte le Salicaceae.
Seme dalla forma allungata, piccolissimo e verde.
Alla fruttificazione le femmine si coprono di macchie bianche sfumate.

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