Hedera helix – Edera

Aggiornato nel gennaio 2025

L’edera striscia
sul portale di legno.
Luna di sera
.

Bashō, Il muschio e la rugiada, traduzione M. Riccò e P. Lagazzi, Rizzoli, 1996.

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; radici avventizie; seme; fenologia; areale di origine; sistematica; dove trovarli; spigolature

Hedera helix L.
Il nome fu imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753

La pagina 202, del libro di Linneo. La breve descrizione del Nostro ricorda le foglie ovate e lobate. Tra i nomi precedenti colpisce un ‘edera poetica’. L’ultimo riferimento segnala la propensione ad arrampicarsi su alberi e siepi.
Foglio dell’erbario di Linneo conservato alla Linnean Society, Londra. Sempre emozionante risalire alle fonti.

Fenologia minima. La ripresa vegetativa avviene in più momenti durante l’intero anno.
L’areale di origine copre tre regioni climatiche, spaziando dal mediterraneo fino al circolo palare artico; in longitudine si estende per tutta l’Europa centro occidentale.

Rampicante robusto e longevo (può vivere due o tre secoli) dal fogliame fitto e scuro. Cresce con numerosi fusti che partono contemporaneamente dal suolo e si aggrappa ad ogni genere di supporto, ma riesce anche ad espandersi strisciando sul terreno. I fusti possono raggiungere anche i venti o trenta metri di lunghezza. In città è comunissimo come siepe, contendendo il primato di presenze a lauroceraso, falso gelsomino, e altri sempreverdi.

Parco dei Faggi o Sgaravatti, due edere si sono arrampicate sui pilastri di quella che doveva essere una vecchia entrata della villa.
Analogo comportamento su un vecchio muro divisorio al Parco Europa .
L’aiuola dedicata alla Macchia mediterranea in Orto. La liana può cresce anche senza supporti, con portamento prostrato.
Spesso sono gli alberi a fornire il sostegno, come questo vecchio tronco lungo il Sentiero Lorenzoni (segnavia 4), presso casa Brombolina.
Il più delle volte l’edera finisce con uccidere la pianta che l’ha sostenuta. Non, come si crede comunemente, perché le sue radici avventizie ne succhino la linfa, ma per il peso…
e soprattutto perché arrivata ai rami, porta via la luce alle foglie, così l’albero muore di inedia. Nela foto, edera su robinia, Pineta degli Alberoni, Venezia.
Ogni rampicante ha la sua tecnica, l’edera emette radichette filiformi non molto lunghe, ma ugualmente efficaci.
Corteccia grigiobruna che si screpola in placche piuttosto strette.
Intrico di fusti e radici di difficile interpretazione.
Le foglie sono verdissime e con venature chiare e ben evidenti. È presente uno spiccato polimorfismo fogliare: le foglie dei rami più vecchi e non fioriferi sono lobate da tre o più spesso cinque lobi…
…mentre le foglie dei rami più giovani non hanno lobi e portano i bordi alquanto ripiegati verso la pagina superiore.
La consistenza è coriacea quasi gommosa. Pagina inferiore molto più chiara. Picciolo lunghissimo, a volte ramato.
L’andamento delle venature è simile per i due tipi di foglie: quasi tutte partono dal picciolo e solo due o tre coppie si diramano dalla nervatura principale.
Il bordo è sempre intero. I rami a foglie non lobate, come si è detto, sono fioriferi.
Infiorescenza a ombrella tendente a un profilo sferico. Le infiorescenze sono attaccate con un lungo peduncolo alle cime dei rami quasi a formare un grappolo di ombrelle.
Se ancora in boccio, si distingue meglio la sagoma a palloncino.
Bocciolo di pochi millimetri e di forma sferica. Calice con cinque sepali appena accennati.
Cinque petali verdi e carnosi leggermente ripiegati all’indietro. Cinque stami svettanti con antere gialle a due sacche polliniche. Pistillo con breve stilo e stigmi tozzi. L’ovario ha la parte esterna a cono e la restante immersa nel ricettacolo. Ottimo esempio di ovario semi infero.
Sezione longitudinale di ovario e ricettacolo. Si distingue un ovulo sezionato longitudinalmente
Sezione trasversale. Sono visibili gli alloggiamenti degli ovuli. Foto in settembre.
La stessa sezione qualche mese dopo, in dicembre. Il ricettacolo si è ingrossato e gli ovuli sono maturati in voluminosi semi che occupano tutto lo spazio a disposizione. Il frutto è una bacca, poiché non sembra esserci nocciolo attorno ai semi.
Da tre a cinque semi
I quali semi sono ricoperti da tegumento trasparente.
Seme in gennaio
Embrione dritto, immerso nell’endosperma.
I due cotiledoni e, a sinistra, la radichetta.
Infruttescenza in dicembre, le bacche ingrossate ne accentuano il profilo a palloncino ereditato dall’infiorescenza
Anche il singolo frutto ha forma sferica. Molto appetito dagli uccelli.
Nell’ingrandimento è visibile la cicatrice lasciata dai petali; si vedono anche i monconi degli stami. Al centro resti di stilo e stigma.

Spigolature

Arbusto profondamente legato alla cultura occidentale sin dai greci che lo ritenevano sacro a Dionisio (poi Bacco per i latini, il quale Bacco però era solito ornarsi di una corona di vite). Molte le poesie legate alla specie e non solo di autori europei, come si è visto all’inizio del post con l’haiku di Bashō. Bellissimo e toccante un componimento della raccolta Myricae di Pascoli. Parla di un orniello che si lascia proteggere dall’edera dai rigori dell’inverno.

Quando, di maggio, tu le dolci sere
imbalsamavi co’ tuoi fiori, ornello
(era un sussurro alle finestre nere
                                        del paesello!);

non ti rincrebbe d’un infermo arbusto
che, mosso anch’egli da dolcezza estiva,
con le sue foglie, come cuori, al fusto
                                        lento saliva.

Non ti rincrebbe. Ed ora che gelata
la tramontana soffia, e che traspare
già dalle porte chiuse la fiammata
                                        del focolare;

ora che il verno spoglia le foreste
e le tue foglie per le vie disperde;
o vecchio ornello, te ricopre e veste
                                        l’edera verde.

Sui rami nudi i fiori suoi ti pone,
tra verdi e gialli, piccoli, com’era
la tua fiorita morta: illusïone
                                        di primavera.

Largamente rappresentato nelle arti figurative simboleggia notoriamente la fedeltà o, per i cristiani, la vita eterna in quanto sempreverde. Impressionante il realismo con cui è riprodotto nel così detto Bacchino malato di Caravaggio, 1593-94, Galleria Borghese. Foto wikipedia.

2 pensieri su “Hedera helix – Edera

  1. Grazie per averci fatto compagnia anche quest’anno. Il Suo blog, come l’edera, avvolge e protegge. Buon Natale.
    Luciano e Paola

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