Sorbus aucuparia L. Nome imposto da Linneo nel suo celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753.
La pagina 477. Linneo ci tiene a specificare che le foglie sono ovunque glabre (di certo per distinguerlo dal fratello domestica). Mentre nel suo precedente Hortus Cliffortianus del 1737 lo aveva semplicemente definito a foglie pennate. Molto più rassegnato sembra Bauhin in Pinax theatri botanici (Linneo possiede l’edizione del 1671) che lo definisce a foglie simili al domestica. Quanto all’habitat, Carolus, ci dice che vive nella parte fredda dell’Europa.
Etimologia Il nome delle specie, come tutti sanno, deriva dalle sue imprese venatorie (aucupium, aucupii, vale uccellagione, caccia).
Fenologia minimaAreale di origine – Native range. Areale vastissimo sia in longitudine sia in latitudine, ma limitato in altitudine: sopra i 500 metri.
Albero o talvolta grosso arbusto dal fogliame leggero e chioma ariosa, conica da giovane, poi più arrotondata. Che io sappia impossibile trovarlo a Padova poiché ha bisogno di un clima rigido d’inverno e fresco d’estate. Alcuni esemplari compaio fra i nuovi impianti (i 10000 alberi) ma sono ancora troppo giovani.
Giovane aucuparia, come uscito da un manuale. Caserma Forestale del Gariglione, Sila Piccola.Piana di Marcesina, Altipiano di Asiago. Rami sottili e lanciati verso l’alto. Quelli che sembrano rifiuti abbandonati, nel prato al limite del bosco, sono ceppaie lasciate da Vaia.Sorbi degli uccellatori in fiore, sentiero Heidi, S. Moritz.Foglia composta imparipennata, rachide dal breve picciolo; foglioline allungate, vertice acuto e base ottusa, bordo dentato con denti regolari e spesso doppi.Piccioletto assente. Il colore è verde brillante e le venature sono ben visibili… …fino alle terziarie, che han struttura reticolata. Pagina inferiore con modesta peluria lungo le venature. Il rachide arrossa in autunno.Infiorescenze a grandi corimbi di piccoli fiori bianchi con riflessi crema.Nella foto si distingue bene l’articolazione dell’infiorescenza Cinque petali circolari ben separati fra loro, numerosi stami (venti, un multiplo dei petali); antere, montate su lunghi filamenti, giallissime all’inizio poi si scuriscono alquanto; nettario giallo ocra. Cinque lobi si staccano dal calice infilandosi fra i petali. Tre pistilli emergono da fitta peluria: stili mossi di colore giallastro, sormontati da stigmi piatti, anch’essi ocra.Calice a foggia di cono, diffusa peluria all’esterno e (come già detto) all’interno; colore verde alla base, giallo alla sommità, ma i cinque lobi sono verdi. Petali bianchi a mo’ di ciotoline circolari; unghia sottile e breve.Incontro ravvicinato con stigmi e stiliOvario infero, un solo alloggiamento e un unico ovulo.Frutti, pomi con un solo seme. In giugno sono già formati, ma il colore è ancora verde. L’infruttescenza ripete la forma (a corimbo) dell’infiorescenza.A maturità (in settembre) assumono un bel colore rosso aranciato. Nel frattempo l’infruttescenza si è ripiegata all’ingiù. In genere è difficile distinguerlo dal fratello domestica (foglie e fiori hanno differenze minime) ma in presenza dei frutti l’operazione è facilitata.Anche la corteccia aiuta, anzi direi che è l’unica risorsa in assenza dei frutti. L’aucuparia l’ha liscia e lucida mentre quella del domestica è opaca e si screpola prestissimo in placche. Il colore va dal grigio bruno al rossastro, ma è la lucentezza la sua vera cifra. Come per tutte le cortecce lisce, lei è sottile. La ferita su questo esemplare dà l’opportunità di valutare lo spessore del ritidoma accartocciato.Gemma rossiccia e mai vischiosa, nere quelle lungo i rametti.Camigliatello, Sila Piccola. Non solo cresce spontaneo, ma le persone, in ogni dove, amano metterlo a dimora attorno alle abitazioni. In autunno i frutti sono molto decorativi, anche il foliage è attraente: diventa giallissimo, talvolta rosso.Anche Mario Rigoni Stern ne ha uno nel suo brolo in Asiago.La Chiesa Bianca di Maloja (Engadina, Svizzera), il paese che Segantini scelse come sua dimora. Ne ritrasse le montagne da ogni angolazione e con la più diversa luce. Il sorbo addossato alla facciata della piccola chiesa ha portamento arbustivo ma dimensioni non trascurabili.L’alta valle dell’Inn da S. Moritz fino a Maloja, vista dal massiccio del Muragl dove il pittore aveva il suo bivacco personale (Chamanna Segantini).Foce del Clyde (Scozia), un giovanotto fra cuscini di Ulex europaeus.Non molto lontano in cima al monte Goatfell, Isola di Arran, un vecchietto cresciuto di stenti.