Ulmaceae – La famiglia degli olmi

foglie; stipole; fiori e infiorescenze; diagramma fiorale olmi; diagramma fiorale celtis; frutti; areale di origine; sistematica

Ulmaceae Mirb.
Nome imposto dal fisiologo e botanico Charles de Mirbel nel secondo volume del trattato Elémens de physiologie végétale et de botanique, Parigi, 1815. Valente microscopista è considerato il padre della citologia.
Gli Elemens sono una miniera di informazioni sui caratteri tassonomici (descritti in modo analitico e con una ricchezza inimmaginabile), nel libro Mirbel applica il sistema per famiglie di A. L. de Jussieu, introducendone molte di nuove, fra le quali, appunto, le Ulmaceae (un pezzo delle Amentaceae del genio del Jardin du Roi). Egli le pone dunque nella XV classe di Jussieu: Dicotiledoni, Apetale, Idiogine (piante con fiori a sessi separati), ma l’ultimo carattere, come vedremo, non è proprio coerente con le ulmacee.

La pagina 905 degli Elemens. Mirbel elenca i caratteri salienti della famiglia: perianzio semplice (un solo involucro fiorale non distinto in calice e corolla) da quattro a sei denti; stami da quattro a sei; ovario unico, due stili e due stigmi (insomma, pistillo formato da due carpelli). Le foglie sono semplici, alterne e con stipole (‘apres’ = forse spuntano dopo i fiori); non fa alcun riferimento all’asimmetria che pure è una delle cifre della famiglia. Dei frutti ci dice che possono essere ‘carcerule’ (frutto semplice che resta chiuso) o drupe ad un solo seme; stranamente non c’è riferimento alla samara dell’olmo. Tra i generi ricordati compaiono olmi e bagolari, ma mancano le zelkove; per capirne il motivo conviene costruirsi una linea del tempo.

Linea del tempo della famiglia delle Ulmaceae e del genere Zelkova. Nel 1815 (anno del Congresso di Vienna) Mirbel crea la famiglia delle Ulmaceae con dentro olmi e bagolari. Mentre il genere Zelkova è introdotto da Eduard Spach solo nel 1841. La figura illustra anche le sorti di una vecchia conoscenza, Zelkova carpinifolia che prende questo nome nel 1849 quando Karl Koch cambia genere al vecchio Rhamnus carpinifolius di Peter Pallas (1788).


Areale di origine (Native range). La distribuzione è ampia, ma limitata all’emisfero boreale; altri generi non ancora contemplati nel blog occupano areali tropicali. Gli olmi vivono in tutte le aree annerite (ci sono molte specie di olmi in America e anche nella regione sino giapponese). Le zelkove hanno areali più ristretti: Caucaso, Giappone e Cina (non in tutta). Poi ci sono i bagolari del Mediterraneo e del Nordest degli USA.

L’importanza economica della famiglia è fuori discussione, tutte piante da legname adatto a ogni scopo.


Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, saprete tutto sui caratteri della famiglia. Ora li riprendiamo documentandoli con l’aiuto delle foto, limitatamente, come di consueto, agli alberi del blog. Troverete qui tutte le altre specie della famiglia; mancano i bagolari che nel frattempo sono stati espulsi da recenti ricerche di genetica.

Le foglie sembrano essere un elemento fortemente unificante del gruppo. Certo avere le foglie semplici, alterne, asimmetriche (1), con stipole (2) non restringe più di tanto il campo, ci vengono in aiuto, però, i fiori poco appariscenti, con i soli tepali (3) e disposti in esigui mazzetti (4). Quanto ai frutti non potrebbero essere più diversi; drupe per i bagolari, samare negli olmi, noci delle zelkove.

Caratteri simbolo della famiglia
Asimmetria delle foglie
Foglia di olmo campestre, asimmetrica come per la maggior parte delle specie di questo genere.
Una foglia leggerissimamente asimmetrica di olmo siberiano.
A destra foglia di bagolaro mediterraneo, a sinistra, più chiare e lisce, due foglie dell’americano. Entrambe le specie esibiscono una asimmetria rispetto alla venatura principale (che non si limita alla sola base, come per gli olmi) molto più accentuata nell’americano.
Foglie di olmo del Caucaso, venature secondarie dritte e parallele e bordo crenato. Non saprei dire esattamente perché, ma si respira un’aria di famiglia.

Presenza di stipole
Stipole in olmo siberiano, presto caduche.

Infiorescenze in esigui mazzolini
Infiorescenze di olmo campestre. Quando le perule, adibite a protezione delle gemme, si scostano, fanno capolino le rosse antere.
Vista da vicino. Ogni infiorescenza porta mezza dozzina di fiori. Si distinguono le antere granata, i filamenti rosei, gli stigmi argentati.
Bagolaro europeo, infiorescenza a mazzolino. I fiori maschili, isolati, sono alla base, quelli femminili, o bisessuali, in cima; dunque pianta poligama.
Zelkova, fiori maschili in infiorescenze a mazzetti

Fiori privi di calice e corolla con soli sepali
Singolo fioretto di olmo siberiano, quattro stami, involucro fiorale con tepali saldati alla base e quattro lobi in cima.
Pistillo di olmo siberiano. Appiattito e tondeggiante, l’aspetto prefigura il frutto che verrà.
Un fiore bisessuale di bagolaro occidentale. Tepali che somigliano a brattee a vestire gli organi interni del fiore; stami sessili, stigma bifido.
Due fiori maschili su lunghi peduncoli. (Bagolaro comune)
Il fiore femminile, solitario e dallo stigma bifido. La forma dell’ovario sembra presagire quella del frutto che verrà.

Esempi di diagrammi fiorali
Diagramma e formula fiorale degli olmi. P = perigonio (involucro fiorale non distinto in calice e corolla), pedice numero tepali; A = androceo (sezione delle antere), pedice numero stami; G = gineceo (sezione dei due carpelli), al centro l’unico ovulo dell’unico loculo.

Diagramma e formula fiorale dei bagolari. P = perigonio (involucro fiorale non distinto in calice e corolla), pedice numero tepali; A = androceo (sezione delle antere), pedice numero stami; G = gineceo (sezione dei due carpelli), al centro l’unico ovulo dell’unico loculo.


Frutti
Frutto 2
Samara di olmo campestre. La specie ha il seme spostato verso l’apice bifido.
Olmo siberiano. Alla base residui di brattee protettive e filamenti, in alto quello che resta dello stigma. Il seme è al centro.
Drupe di bagolaro mediterraneo. Lui ha molti nomi comuni, uno di questi è Perlar (o Perler), ed è facile capire perché.
Frutto dell’olmo del Caucaso: una piccola noce. Novembre.

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