Distinguere le Gimnosperme 1 – Cicadi, Gneti, Ginkgo

A modo di premessa

Volendo fare un po’ di ordine tra gli alberi presenti nel blog (o meglio fra le specie che vi compaiono) li riconosciamo tutti come piante spermatofite (piante a seme). Il seme si forma dall’ovulo, così le piante che hanno ovuli coincidono con quelle che hanno semi. Ci sono piante in cui gli ovuli sono protetti e se ne stanno dentro i carpelli, altre invece i cui ovuli sono ‘nudi’, cioè non avvolti da carpelli. Le prime, come noto, sono le angiosperme, le seconde le gimnosperme.

In questa serie di post raccoglieremo tutte le gimnosperme presenti nel blog cercando i caratteri che permettono di distinguerle fra loro, in modo simile a quanto si fa negli articoli che confrontano le specie all’interno di un certo genere(*). (Nella foto, ovuli di Ginkgo)

Le gimnosperme sono divise primariamente in Cicadi, Gneti, Ginkgo e Conifere
Distinguiamo poi, a seconda della quantità e complessità delle specie presenti nel blog, i generi: Cycas, Dioon, Zamia, Welwitschia, Ephedra, Ginkgo; e le famiglie: Pinaceae, Araucariaceae, Cupressaceae, Taxaceae, Cephalotaxaceae.

Cicadi, Gneti, Ginkgo

Sono questi i gruppi più antichi. È sempre emozionante accostarsi a piante profondamente diverse fra loro nell’aspetto, ma ciascuna dotata di tratti che ne evocano le origini ancestrali.

Gruppo/specieFoglieStrutture riproduttive ‘fiori’ m, f Strutture riproduttive ‘frutti’Tratti (fortemente) caratteristici
Cycas (Cycadaceae)grandi pennate, raro bipennatestrobili enormi, allungati m, globosi fgrande infruttescenzafoglioline strette e rigide
Dioon (Zamiaceae)grandi pennatestrobili enormi, allungati m, globosi fgrande infruttescenzafoglioline strette e rigide, sessili con attaccatura larga
Zamia (Zamiaceae)grandi pennatestrobiliovoidali foglioline spesso larghe
Ginkgo biloba (Ginkgoaceae)piatte strobili amentacei m, globosi fseme rivestito da pseudo arillofoglie bilobate
Welwitschia mirabilis (Gnetofite)piattestrobili ramificati m, a squame fpigne a squame cartaceedue uniche foglie a crescita indefinita
Ephedra (Gnetofite)squamiformistrobili ramificati m, a squame fdue semi con pseudo arilloarbusti a fusti fotosintetici
Cycas (gruppo delle cicadi)
Le foglie sono composte: un rachide lungo, coriaceo, spinoso alla base, porta numerosissime foglioline rigide, lucidissime, con vertice pungente e brevissimo picciolo. (Foto, Cycas revoluta)
Tutte le cycas (nella foto C. circinalis) hanno foglioline strette e più o meno rigide, carattere che le accomuna alle dioon e le distingue dalle zamie.
Assembramento di Cycas e Zamia presso la porta ovest in Orto; sono uscite dalle serre coi primi caldi. (In primo piano C. thouarsii)
Cycas debaoensis, rara cycas con foglie bipennate. (Foto, Andrea Moro)

Le infiorescenze in Cycas e Dioon sono enormi e fanno una certa impressione. Nella foto infiorescenza maschile di revoluta, lo strobilo è formato da miriadi di squame (microsporofilli), delle dimensioni di qualche centimetro, disposte a spirale e inferiormente completamente rivestite di polline

Microsporofillo di Cycas pschannae R.C.Srivast. & L.J.Singh. Diverse vedute della squama C, D, E; granuli di polline F.
Infruttescenza di C. revoluta. Le foglioline dorate portano semi nudi (senza frutto) rivestiti da un tegumento simile a un arillo.
Fogliolina con ovuli, i rigonfiamenti a forma di palline lungo i bordi. Ogni ovulo ‘nudo’ ha il suo bravo micropilo (i segmentini neri) dai quali entra il polline.
Dioon (Zamianceae, gruppo delle cicadi)
Dioon edule ricorda nel portamento la revoluta, così come nelle foglie, che tuttavia sono molto più lunghe e per questo più scenografiche. Bellissimo esemplare in Orto, reso ancora più prezioso dalla sua crescita lenta.
Grande foglia, moltissime foglioline strette, coriacee, pungenti. (Nella foto, D. edule)
Sono sessili e all’attaccatura la base si allarga come per meglio aderire al rachide. (Nella foto, D. spinulosum)
Infruttescenza femminile di D. edule

Curioso il nome: dal greco ‘di’ che vale due e ‘oon’ che sta per uovo. I due ovuli (nudi) sono ovviamente le due escrescenze gialle. Le macchioline nere sono micropili. (Foto, Wikipedia)

Zamia (Zamianceae, gruppo delle cicadi)
Zamia fischeri, foglie lunghe e ariose, con foglioline larghe che ne addolciscono la forma
Vertice e base acuti, piccioletto breve; bordo seghettato con denti ben separati. (Nella foto, Z. fischeri)
Le foglioline sono ancora più larghe in Zamia furfuracea

Sessili e con bordo leggermente dentato, a denti più fitti in cima. Le venature corrono parallele, ma non si comportano come nelle monocotiledoni, si dividono invece al modo del ginkgo. Anche i dioon hanno lo stesso comportamento. Le cycas invece sono a unica venatura centrale a somiglianza degli aghi dei pini.

Particolare di una foglia di Z. furfuracea. A destra ho duplicato la foto per meglio mettere in evidenza le biforcazioni di alcune venature, che si possono osservare ‘al naturale’ a sinistra. La peluria è il motivo del nome della specie: dal latino furfur che vale crusca, forfora.
Ginkgo biloba (Ginkgoaceae)
Fiore 1

Foglie a ventaglio, lungo picciolo, venature dicotomiche. I coni femminili sono portati (spesso) in coppia su lungo peduncolo; sembrano bignè.

Fiore 4
Gli strobili maschili somigliano agli amenti del gelso.
Frutti 2.jpg

I frutti (in realtà soltanto semi ricoperti da tegumento carnoso) sono simili a prugne; a maturazione hanno odore nauseabondo.

Welwitschia mirabilis (gruppo degli gneti)

Foglie nastriformi, innestate in cima a brevissimo tronco; colore verde tenue, quasi glauco, coriacee e spesse. Crescono in continuazione dalla base e si seccano in cima.

Nervature parallele (ma non dicotomiche) e fillotassi opposta (ovviamente). Picciolo assente.

La pianta è dioica e gli apparati riproduttivi, sia maschili sia femminili, emergono dagli stessi tessuti (meristemi) che alimentano la crescita delle foglie. Nella foto strobili maschili, ramificati e squamosi.

Anche i coni femminili sono disposti in conformazioni ramificate. (Foto, cortesia Silvio Russo)
A maturazione hanno la forma di una pigna allungata. Squame cartacee.
Ephedra (gruppo degli gneti)

Nella foto sono distinguibili almeno quattro specie di efedra, da sinistra: E. fragilis, E. distachya, E. procera (appena visibile dietro la distachya), E. foeminea. Tutte hanno portamento arbustivo e tutte fusti lunghi e sottili capaci di fotosintesi.

Ecco la procera nella sua interezza.
Sezione trasversale di un rametto, le regioni verde smeraldo denunciano tessuti ricchi di clorofilla. (Nella foto, E, distachya)
Foglie squamiformi e insignificanti in corrispondenza dei nodi, dove i rametti si spezzano facilissimamente come negli equiseti. (Nella foto E. foeminea)
Coni maschili in grappoli. (Nella foto E. fragilis)
Coni femminili, due ovuli racchiusi in brattee carnose. (Nella foto E. fragilis)
Poi ingrosseranno e si coloreranno facendo di tutto per somigliare a un arillo. (Nella foto E. foeminea)

(*)Inizialmente pensavo sarebbe bastata una sola tabella e un numero contenuto di righe, ma la cosa si è rivelata molto più complessa… Così oltre a dover costruire più tabelle saremo costretti a organizzare l’argomento in più articoli. Ci consoliamo pensando che dopotutto la faccenda porge il destro a un gran bel ripassone.

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