Acer rubrum L. Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantaurm, Stoccolma, 1753
La pagina 1055. Foglia a cinque lobi scarsamente dentati (in Hortus Uppsalenisi, terza riga, le aveva dette ‘acutamente seghettate’), pagina inferiore glauca (carattere che condivide col saccharinum); peduncoli semplici e aggregati in mazzetti. Alla ottava riga compare il riferimento a una tavola di Paul Hermann (1646-1695), Paradisus Batavus, Leida, 1698, che ci affrettiamo a consultare.
La pagina 2. Nel merge si riconoscono il nome dato da Hermann, le foglie, che dice serrate, la riproduzione di fiori ‘verdi rosati’, le infiorescenze a mazzolini; mancano i frutti.
Fenologia minima. Le samare restano molto poco sulla pianta.Areale di origine (native range) – Amarica nordorientale, si estende molto in latitudine.
Albero di medie dimensioni, chioma fitta e ellissoidale (come un pallone da rugby), rami assurgenti dalla crescita irregolare. Raro, ma non rarissimo, in città.
Notevole esemplare in un giardino tra Via Edison e Via Pelosa a Chiesanuova. Si distinguono i rami lunghi e orientati verso l’alto.Breve filare di giovinetti al Parco della Mela Rossa (Mandria); in marzo alla fioritura.Giovane rubrum nell’arbusteto nuovo in Orto – ottobre 2020. Oggi dopo pochi anni ha già un aspetto di pianta quasi matura. La specie è famosa per il foliage, per altro ricordato nel nome.Alcune cultivar diventano rossissime.Fogli a cinque lobi (come molti aceri) grossolanamente dentati; seni poco profondi – molto meno di quelli del saccarino col quale è spesso confuso. I due lobi alla base sono molto più piccoli e abbastanza di frequente la foglia ne ha soli tre. Anzi questa peculiarità può essere d’aiuto al riconoscimento.La pagina superiore è verde brillante, l’inferiore è più chiara, si direbbe glauca. Venature palmate, ben visibili le secondarie. Picciolo lungo, affusolato, arrossato sul lato della pagina superiore……mentre dall’altra parte è verde; con venature più chiare, vistose e… … leggermente pelose ai margini.Fillotassi opposta. Nella foto si riconoscono le perule di una gemma dell’anno; presto cadranno. Si sono formati già due internodi.Giovani rametti rossicci, con lenticelle ellittiche. In cima una gemma, il rametto (è quello della foto precedente) crescerà ancora.I fiori spuntano prima delle foglie in infiorescenze a mazzolini……, a loro volta aggregate in verticilli in cima ai rametti.Singola infiorescenza di mezza dozzina di fioretti sia bisessuali sia unisessuali (solo maschili o solo femminili) sulla stessa pianta, Linneo la dice Polygamia monoecia. Brattee protettive a mo’ di calice.Tolta una brattea appare l’attaccatura dei fioretti; in basso i peduncoli sono verdi di clorofilla.Singoli fiorellino a cinque sepali (i più esterni nella foto) e altrettanti petali, non facilmente distinguibili fra loro se non per la posizione. Colore rosso con tracce giallo verdastre in basso, ‘verdi rosati’ li aveva detti Hermann, ricordate? Ma la parte del leone la fanno gli stigmi.Lunghi e rossissimi. Nella foto si riconosce l’ovario, tipico degli aceri, con due rigonfiamenti (due logge) e le alette delle samare. Ho lasciato due stami, gli altri due li ho tolti.Gli stami sono quattro, o più; han filamenti verdi diafani e antere cremisi, vorrei definirle mosse, ma servirebbe un aggettivo più pregnante ché troppo singolare è il modo in cui si attorcigliano. L’attaccatura del filamento è dorsale.Sezione trasversale dell’ovario, due ovuli per loggia (come per tutti gli aceri due abortiranno) Sezione longitudinale. Gli stili sono brevissimi e si spezzano presto lasciando cadere gli ingombranti stigmi.
Il frutto è la più classica delle samare. Compaiono presto e maturano ancora più velocemente rimanendo pochissimo sull’albero. Il che crea difficoltà per la documentazione. Nella foto si distinguono i lunghi peduncoli, cresciuti in fretta dopo la fecondazione. Il mazzolino che si forma imita quello dei ciliegi, come ricorda, con una bella immagina, Paul Hermann a pagina 3 di Paradisus Batavus.
L’angolo tra le ali dei frutti sembra più stretto a giudicare dal campione dell’erbario di Linneo. Alla Linnean Society si conservano due fogli di erbario del Professore di Uppsala, in quello in figura la foglie sono trilobate……nell’altro hanno cinque lobi.Corteccia cenerina, si fessura leggermente con l’età Liscia da giovane e sui nuovi rami.