Acer saccharinum – Acero saccarino

Aggiornato nel Marzo 2024

Acer saccharinum L.
Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753

La pagina 1055. La descrizione di Linneo si concentra sulla foglia.

Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione.
Areale di origine – Native range. Molto esteso in latitudine, dalla Florida al Canada

Uno dei suoi numerosi nomi comuni, Acero argentato, lo prende dalle foglie la cui pagina inferiore è molto chiara, quasi bianca, anche in autunno; tuttavia mi piace pensare sia anche a causa della corteccia grigio brillante, che con l’età si solleva in sottili strisce rettangolari.

Corteccia sottile e liscia quasi ad aumentare l’effetto prodotto dal colore grigio, come fosse di peltro o d’argento, appunto. (Giardini Treves)
La corteccia del vetusto esemplare che abita in Via San Fermo. Le placche grigie sollevandosi lasciano intravedere tessuti rossastri.
Da diversa angolazione.
Eccolo, uno degli esemplari più belli in assoluto in città. L’acero saccarino ha rami ascendenti che ne assecondano il portamento agile e slanciato. Col vento il lungo picciolo fa tremolare le foglie e la pagina inferiore biancheggiante fa il resto.

Foglia profondamente lobata con quattro seni stretti e appuntiti. I cinque lobi sono a loro volta grossolanamente dentati e seghettati; denti e lobi sono meticolosamente scanditi dalle venature principali e secondarie.
La pagina inferiore è molto chiara, quasi bianca, il che ne esalta la forma, l’andamento delle nervature, e, naturalmente, dona alla chioma il bel colore argentato.
La Foglia è liscia e glabra sopra e sotto.
In autunno le foglie diventano gialle e rossomattone, mentre la pagina inferiore si fa ancor più bianca.
Fillotassi opposta e varie tonalità di olivastro su parete bianca, in un esemplare che abita in Via Citolo.
Qui in dicembre, circondato dal marrone scuro delle farnie.

L’albero porta fiori maschili e femminili separati sulla stessa pianta, ma si possono trovare anche fiori bisessuali.

Fiori femminili dai lunghi stigmi di colore rosso o giallo
Infiorescenze a dire il vero
Mazzolini di una mezza dozzina di fioretti protetti da brattee pelose e colorate
Singolo fioretto, calice lobato, cinque stami e stigma bifido; folta peluria all’interno.
Due ovuli già in posizione appaiata, come per tutti gli aceri. La foto è dei primissimi giorni di marzo e probabilmente gli ovuli sono già fecondati, mentre le antere sembrano ancora immature: un vecchio trucco per evitare l’auto impollinazione.
Infiorescenze disposte in gruppo. I fiori sbocciano già a metà febbraio.
Frutti in formazione a metà marzo
Due samare ad angolo ottuso di cui una, spesso, più piccola
Ma può capitare anche che l’angolo fra le due alette sia prossimo a 180 gradi.
Dell’esemplare in Via San Fermo abbiamo già parlato, qui in una immagine col Campanile dell’omonima Chiesa sullo sfondo.
Due aitanti esemplari al Parco Giochi San Carlo.
Una piccola comunità di Aceri argentati vive nel Giardino dei Gelsi in Via Monte Cengio; al centro della foto uno degli esemplari.
Giugno, lato nord del Giardino.
Insolita ramificazione dal basso in questo vetusto esemplare, di certo il più anziano del Giardino.
Qui da angolazione diversa. Sullo sfondo il mai troppo rimpianto Gelso bianco ucciso in un intervento di ‘riqualificazione’.
Angolo fra Via Piave e Via Carso, un gruppetto in un giardino privato. D’estate gli alberi riescono a nascondere le offese subite, ma in inverno sono impotenti.
Un esemplare pericolosamente coperto dall’edera in un giardinetto in fondo alla vicina Via Monte Nero.
Uno dei due esemplari del Giardino Storico Treves, in inverno e a fine estate rispettivamente.