
Salici a foglia allungata; salici a foglia allargata; salici a foglia sottile; salici speciali
Il post inizia con alcune indicazioni di sistematica sul genere Salix, se avete fretta di passare alle specie, cliccate qui.
Salix L.
Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753, pagina 1015. In quest’opera non compaiono i caratteri propri per il genere, ci rivolgiamo perciò all’ottava edizione di Genera Plantarum, 1791, Vienna.

La pagina 33. Due stami e un pistillo. Il riferimento è a Tournefort (Elemens, primo tomo pagina 464; invece a pagina 364 del terzo tomo compare una preziosa illustrazione, vedi anche alla fine di questo paragrafo). Il genere è dioico e Linneo parte dalla descrizione del fiore maschile. Infiorescenze in amenti, corolla mancante, squama a protezione del fiore, filamenti filiformi, antere a due teche e quattro logge.

Fiori femminili in amenti, corolla mancante, squama a protezione del fiore, ovario arrotondato, stigma bifido e eretto; per frutto una capsula bivalve; semi piccolissimi e ornati da un pappo.

Osservazioni: esistono specie con tre o cinque stami;
S. hermaphroditica è la sola specie a lui nota che sia ermafrodita a due stami;
il fatto che i salici possano cambiare sesso è una fola [o se preferite una bufala];
la specie S. purpurea porta fiori a un solo stame [in realtà due stami coi filamenti saldati; lo vedremo in un apposito post, che prima o poi faremo, dedicato alla specie].
È istruttivo leggere la descrizione di Tournefort, per apprezzare, una volta di più, la rivoluzione linneana (teoria del nutrimento versus teoria sessuale).

Il salice maschio porta solo gattini e il salice femmina porta solo frutti. Gli amenti portano spighe A, B composte da poche foglie D, dalla cui base emergono gli stami C. Il frutto inizia come spighette E, F cariche di embrioni G, intervallati, in alcune specie da alcune foglie. Ogni embrione diventa successivamente una capsula membranosa oblunga H, che dall’apice alla base si divide in due parti I, solitamente ricurve e poi arricciate all’indietro. Questa capsula K racchiude alla sua cavità alcuni semi molto fini L, ciascuno con un pappo M.
Vi lascio come utile esercizio la trasposizione nella teoria sessuale delle parti che riguardano il fiore femminile.

Caratteri comuni al genere. Pianta dioica con infiorescenze femminili e maschili in amenti (eretti i primi, ripiegati i secondi) (1, 2); corolla assente (4, 5); frutti in capsule e semi pappo muniti (3).
Non è facile distinguere i salici fra loro, anche in considerazione del gran numero di specie; tuttavia il compito non sarà impossibile. Primariamente costruiremo quattro gruppi in base alla forma della foglia, e solo dopo cercheremo di caratterizzare le singole specie all’interno di ciascun gruppo. Nella tabella trovate tutti i salici cui è stato dedicato un post e altri che lo meriterebbero. Molte di queste specie sono presenti in città, e di queste alcune solo in Orto.
| Gruppo Specie | Tipo di foglia Portamento | Tratti (fortemente) distintivi |
|---|---|---|
| Foglia allungata | ||
| S. alba S. bianco | lunga e stretta arboreo | – chioma chiara si direbbe addirittura glauca – foglia chiara; pelosa e vellutata su entrambe le facce piccoli denti lungo tutto il bordo fogliare |
| S. purpurea S. rosso | lunga e stretta arbustivo | – foglia glabra su entrambe le facce piccoli denti solo da metà foglia al vertice – giovani rametti rossi |
| S. atrocinerea S. atrocinereo o di Gallura | lunga e stretta arboreo | – foglia verde atro lamina liscia, glabra sopra e pelosa sotto – stipole lisce a semicerchio e a coppie |
| S. appendiculata S. stipolato | allungata arbustivo | – foglia grande, verde vivo lamina rugosa e glabra sopra e sotto – stipole ruvide a semicerchio e a coppie |
| . . . | ||
| Foglia allargata | ||
| S. caprea Salicone | allargata arbustivo o arboreo | – lamina rugosa, sotto tomentosa venature terziarie reticolate denti poco evidenti e piatti |
| S. apennina S. appennino | allargata arbustivo | – lamina rugosa, sotto glabra e glauca venature terziarie scalariformi denti poco evidenti ma acuti |
| . . . | ||
| Foglia sottile | ||
| S. eleagnos S. ripariolo | stretta nastriforme arbustivo o arboreo | – lamina nastriforme ricorda il rosmarino – rametti grigi e nodosi |
| S. viminalis S. da vimini | sottile arbustivo | – bordi delle foglie ripiegati – giovani rametti giallissimi, in apparenza senza nodi |
| . . . | ||
| Gr. speciale | ||
| S. alba ‘Tristis’ S. piangente | lunga e stretta arboreo | – chioma pendente, – rametti verde chiaro |
| S. babylonica S. di Babilonia | lunga e stretta arboreo | – chioma pendente, – rametti gialli e arrossati sul lato esposto al sole |
| S. matsudana ‘Tortuosa’ S. tortuoso | lunga e stretta arboreo | – foglie e rametti attorcigliati |
Gruppo a foglia allungata
Con la locuzione foglia allungata intendiamo (in questo contesto) foglie in cui la lunghezza supera decisamente la larghezza massima (diciamo, tanto per fissare le idee, da tre a sei volte).

I quattro alberi hanno la forma della foglia molto simile, troppo per sperare di sfruttarla ai fini del riconoscimento. Ma non disperiamo…
Salix alba


Salix purpurea

La foglia di Salix purpurea è invece glabra anche sotto, inoltre è l’unica di questo gruppo ad avere bordo intero nella parte inferiore (dalla base fino a metà foglia). Nella foto si distingue un rametto rosso, carattere unico tra i salici di questo gruppo.

Salix atrocinerea



Salix appendiculata


Anche lui ha la pagina inferiore pelosa, ma i peli sono cortissimi e diradati. La tessitura a ‘sbalzo’ sulla pagina inferiore, dovuta a tutti gli ordini di venature, anche terziarie e quaternarie, è un carattere unico tra i salici di questo gruppo.

Come l’atrocinerea esibisce stipole all’ascella della foglia, la forma è simile, ma la superficie è scabra come quella delle foglie e ciò permette di distinguerlo dal cugino che l’ha liscia.





Gruppo a foglia allargata
Pensando ai salici si ha in mente la foglia dell’alba, così spesso sfugge che esistono specie a foglia larga. Abbiamo già incontrato il salicone nel blog, qui aggiungiamo il salice appennino (dell’Appennino), una specie arbustiva che come lo stipolato ama le montagne e col quale condivide lo stesso habitat.
Salix apennina





Salix caprea




Gruppo a foglia sottile
Salix viminalis





Salix eleagnos





Non si sa mai come scriverne il nome se eleagnos ovvero elaeagnos; la seconda dizione rende omaggio al genere (Elaeagnos) che la pianta imita nella foglia. Bisogna tuttavia rassegnarsi al fatto che Antonio Scopoli (1723-1788), medico e botanico italiano, che per primo lo nominò in Flora Carniolica, Vienna, 1772, pagina 257, scrive ‘eleagnos‘.
Gruppo speciale
I salici del gruppo a foglia allungata non sono i soli ad averla così, fra quelli oggetto di attenzione nel post ce ne sono altri. Tuttavia essi han caratteri così singolari da meritare un gruppo tutto loro, che abbiamo battezzato ‘speciale’.
Salix alba Tristis




Salix babylonica

L’unico carattere che sembra distinguere Salix babylonica (foto, Andrea Moro) dal Tristis è il colore dei giovani rametti – gialli e striati di rosso nella parte esposta al sole.
Purtroppo non ho foto di questa pianta nel mio archivio, così devo limitarmi a riferire quello che ho letto nei manuali. Insomma, per una volta, in questo Blog, scadiamo nella mai abbastanza deprecata conoscenza dichiarativa(*).
Salix matsudana Tortuosa


(*) Per conoscenza dichiarativa intendiamo una conoscenza che deriva unicamente dalla lettura di manuali o altre fonti come ad esempio il web. Non necessariamente il copia-incolla, ché quello è proprio un modo di operare di infimo livello, ma una ripetizione acritica di quello che altri hanno detto. A questo tipo di conoscenza si contrappone la conoscenza operativa, che in questo contesto possiamo definire come una conoscenza ottenuta per via diretta. Sono esempi di conoscenza di questo tipo: a) documentare con foto proprie (ottenute cioè col sudore della fronte) le affermazioni sulle specie (i caratteri, l’habitat, l’utilizzo farmaceutico, alimentare, industriale e simili, i collegamenti con le arti e la letteratura); b) documentare con brani tratti dai testi originali le affermazioni sulla sistematica e sulle scoperte scientifiche.