Oleaceae Osmanthus fragrans Lour. Nome imposto dal gesuita portoghese João de Loureiro nel libro Flora Cochinchinensis, 1790. Loureiro, matematico, astronomo, botanico e paleontologo, visse a lungo in Cocincina, appunto, ma per un certo periodo operò a Canton nel sud della Cina, dove deve aver trovato il Nostro.
La pagina 29. Foglie allungate, bordo dentato, fillotassi opposta. Fiori pallidi, piccoli e profumatissimi. Più sotto parla di stilo doppio (?), poi dice che le antere sono del tipo del genere Olea. Loureiro usa il sistema sessuale di Linneo: due stami e due pistilli, ma in realtà ce n’è solo uno.
L’etimologia del genere è chiarissima, ma non banale: osmé = profumo, ánthos = fiore. E il Nostro ha fragranza di magnolia grandiflora mista a limone. Uno dei sinonimi, Olea fragrans Thunb., lo lega alla famiglia di appartenenza (Oleacee), ma il nome della specie è ancora un richiamo al profumo.
Fenologia minima – SempreverdeAreale di origine (Native range)
Arbusto ornamentale dai piccoli fiori profumatissimi. In città si trova più spesso in esemplari isolato, anche di notevoli dimensioni, talvolta in forma di siepe.
Il fusto si dirama prestissimo in rami più o meno robusti (comportamento classico degli arbusti, e lui sembra uscito da un manuale). Questi esemplari del Parco Iris vivono in aiuole ricavate nel viale principale (entrata da Via Canestrini).Un fazzoletto di terra in fondo a Via Monte Nero abitato da alberi maturi e di notevoli dimensioni, fra gli altri questo splendido Osmanthus massiccio e dal profilo a cupola.Infiorescenze a fascetti alle ascelle delle foglie, si potrebbe dire a grappolo ma i lunghi peduncoli confondono un po’ il tutto.Il fiore ha simmetria quadrangolare (piuttosto rara) la corolla è tubolare e quelli che sembrano petali in realtà sono lobi. Il colore è di preferenza bianco candido, a volte giallo, a volte leggermente aranciato. La specie presenta sia piante maschili sia ermafrodite. Due antere vagamente triangolari. Nei maschi (foto) il pistillo abortito è composto da due linguette appuntite che si ripiegano l’una sull’altra.Fiore piccolissimo, corolla carnosa con quattro lobi allungati e leggermente ripiegati verso l’interno; calice verdolino con i quattro lobi più chiari. Fiore maschile. Si distinguono bene il pistillo abortito e le due antere con una strana protuberanza in cima.Ritratto di uno stame dalle dimensioni veramente minuscole.Primo piano del calice quadrilobato e del falso pistilloNon ho, per il momento, la foto del pistillo in un fiore bisessuale, la prendo in prestito (foto a destra) da questo articolo.Il periodo della fioritura è alquanto controverso a sentire manuali e rete. Questa foto è dell’Aprile 2019, altre testimoniano l’antesi per tutta la tarda primavera, l’estate e buona parte dell’autunno. Certo le temperature medie stanno cambiando, e forse la pianta ne approfitta per darsi da fare.Nonostante la lunghissima fioritura è piuttosto difficile catturare il frutto. Una oliva violacea (come già detto un sinonimo, dovuto a Thunberg, è Olea fragrans); più propriamente una drupa.Foglia coriacea solcata da nervature profonde, corto picciolo. Verde scuro e lucida la pagina superiore… …molto più chiara, quasi pallida, l’inferiore. Fillotassi opposta
Una questione di foglie e due esemplari storici
Ma le cose con le foglie non sono così semplici, purtroppo. La forma varia moltissimo da allungata fino a diventare alquanto tondetta. Il bordo può essere liscio, finemente seghettato o addirittura munito di aculei.Le foglie a forma allungata hanno il bordo ripiegato verso il basso (revoluto). Notevole caratteristica che pare legata al periodo di introduzione in Europa: prima della seconda metà del Novecento. L’Osmanto che abita l’aiuola di Prato della Valle verso Santa Giustina, ha questo tipo di foglie ed è un esemplare vetusto che risale alla seconda metà dell’Ottocento.L’esemplare che vive nel Giardino Storico Romiati (Via del Santo) è ancora più vecchio, pare piantato da Jappelli nella prima metà di quel secolo.Come succede per molti arbusti le foglie spinate sono le più basse: difesa dagli erbivori.Giovani foglie rossicce per questo esemplare dell’Orto. Più spesso sono verde chiaro.La corteccia è grigia e liscia da giovane, poi si ricopre di lenticelle assumendo un aspetto ruvido. Due fragrans abitano presso il Ponte dell’Osservatorio; nella stessa aiuola che ospita il monumento all’Appuntato dei carabinieri Angelo Galletti ucciso in servizio il 31 marzo 1906.Splendido esemplare in Orto, recinto interno quadrante nordovest.Verso l’entrata principale dell’Ospedale Busonera (IOV) uno splendido fragrans fronteggia un Pitosforo. Istruttivo il confronto: portamento, colore e grana della chioma, colore e struttura del tronco. Entrambe le piante provengono dall’Asia orientale, entrambe ben adattate al clima, ma solo la seconda naturalizzata. Giardino Sarpi
Osmanthus fragrans Arantiacus
La cultivar Arantiacus è uguale in tutto tranne che nel colore dei fiori (il selezionatore deve avere sfruttato la tendenza di certi individui a produrre fiori lievemente aranciati), e forse nei pistilli che sembrano avere filamento più lungo.Ancora un maschio, pistillo bilinguato e stame senza cornetto.Giardino privato in Via Marco Polo.Piazza Castello, monumento ai Carraresi. Appena dietro un ottimo Arantiacus.Fiorito e da diversa angolazione.
Osmanthus heterophyllus
La specie ha dimensioni più modeste e chioma più fitta. Le foglie sono lucide, di un verde profondissimo e a bordo vario, bellissime quelle aculeate che ricordano l’agrifoglio. I fiori bianchissimi, e, se possibile, ancora più profumati.Piazza Castello Via Aleardi (Torresino).