Alnus cordata – Ontano napoletano

Aggiornato nel febbraio 2024 e nel gennaio 2026

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; fenologia; areale di origine; sistematica; etimologia; dove trovarli 1; dove trovarli 2

Betulaceae
Alnus cordata (Loisel.) Duby
Nominato per la prima volta da Jean Étienne Duby nel volume Botanicon gallicum, Parigi, 1828, seconda edizione. Duby era svizzero di Ginevra, fu botanico eminente e religioso esercitando le due missioni in quella città.

La pagina 423. Descrizione puntuale e molto accurata. Ritroveremo tutto. Nell’ultimo rigo compare il riferimento a Jean-Louis-Auguste Loiseleur Deslongchamps, che nel 1810 l’aveva chiamato Betula cordata. Duby dichiara di aver visto un essiccata (v. s.) forse quello dell’erbario di Loiseleur-Deslongchamps.


Fenologia minima: ciclo vegetativo, periodo fioritura, fruttificazione
Areale di origine (Native range). Areale ristrettissimo: Italia meridionale e Corsica

Albero noto all’estero come squisitamente italiano (lo testimoniano molti nomi volgari: Italienische Erle, Italian elder, Aulne de Corse), in realtà originario dell’Appennino meridionale, ma diffuso lungo tutta questa catena montuosa. In città è presente, che io sappia, con un solo esemplare (in vero si tratta di una coppia) lungo il Tronco Maestro presso Passeggiata Conciapelli; da dove sia arrivato è un mistero, visto che persino in Orto è assente.


E invece no. Nell’Agosto 2023 passando per il corridoio che unisce la parte nuova alla vecchia ho notato un bellissimo esemplare sul lato a est.

In primissimo piano, sfuocate, foglie dell’edera che riveste il passaggio da entrambi i lati, dietro il tronco slanciato del Nostro fra alti arbusti di Aucuba japonica.

Passeggiata Conciapelli in novembre, lui è fra gli ultimi alberi, che ornano questo tratto di fiume, ad ingiallire e perdere le foglie.
Febbraio, carico di giallissimi amenti maschili
Albero alto e slanciato con grandi branche ad angolo acuto rispetto al tronco che danno alla chioma aspetto raccolto. Foto in maggio.

L’aver trovato un esemplare in Orto fa supporre che i due di Passeggiata Conciapelli siano suoi figli; l’ontano è una pianta pioniera, come la betulla.

Giovane esemplare cittadino al Lido di Venezia.
Il nome scientifico deriva invece dalla foglia a base cordata, che assieme al vertice appuntito consente di distinguerlo agevolmente dal cugino glutinosa. Fillotassi alterna.
La lamina è al tatto liscia, morbida, consistente ma non coriacea, pagina superiore verde intenso, leggermente più chiara l’inferiore; bordo finemente dentato, picciolo elegantemente allungato.
I frutti han la forma classica dell’ontano, ma sono alquanto più grandi del cugino nero. Permangono a lungo sulla pianta, fino alla formazioni dei coni dell’anno successivo.
Sezione longitudinale. All’interno, tra le squame si distinguono i minuscoli frutti
Più esattamente acheni
Sezione trasversale.
Le sezioni trasversali mostrano una alternanza di strati fatti di squame e di acheni, come in una torta farcita. (Foto in luglio)
Singola squama di cordata, la parte più stretta è l’unghia; a sinistra si allarga lo scudo, del quale si vede solo il profilo.
Achenio debolmente alato e maculato. Permangono residui di stili (foto in febbraio).
A sinistra frutto di glutinosa, a destra cordata. Non sono proprio uguali, anzi.
Inizialmente (qui in giugno) le infruttescenze sono verdi e compatte
E ancora prima (maggio) hanno questo aspetto.
La fioritura di ontani e noccioli ha dello spettacolare… e il Nostro contribuisce appieno. Sono gli amenti maschili i responsabili.
Le brattee protettive sembrano curiosi copricapi. E sotto un brulicare di antere.
Un paio di settimane prima
Più discreto, ma non meno attraente, il fiore femminile con gli stigmi rossi e vaporosi.
Squame protettive bombate coprono i pistilli che mostrano oltre stigmi rosso porpora e granulosi
Sezione longitudinale dell’infiorescenza
Il singolo fiore è privo di calice e corolla (questo si capisce) l’ovario è piccolo rispetto a stili e stigmi (nella foto, verdolini e porpora rispettivamente)
Corteccia grigiomarrone, liscia da giovane e adulta, fessurazioni longitudinali sparse.

Fa sempre piacere osservare gli alberi nel loro ambiente naturale: una brevissima rassegna della presenza del Nostro in Costiera amalfitana (Salerno).

Minori, sentiero della Valle dei Sambuchi
Il sentiero che da Maiori conduce ad Erchie
Scala, Valle delle Ferriere (un ambiente singolare del quale prima o poi dovremo occuparci).