Chionanthus retusus Lindl. & Paxton Nome imposto da John Lindley (1799-1865) e Sir Joseph Paxton (1803-1865) entrambi botanici inglesi. Il primo di modeste origini lavorò come assistente all’erbario del ben più famoso e abbiente Sir Joseph Banks, e ha al suo attivo numerose pubblicazioni (nonché un sistema tassonomico del quale priamo o poi dovremo parlare). Il secondo oltre che giardiniere-scienziato fu anche affermato architetto. l nome della specie compare per la prima volta in Paxton’s flower garden, pagina 85, fascicolo 3, Londra, 1853. La rivista ha bellissime illustrazioni, girovagare per gli articoli è un piacere.
Pagina 85. La descrizione contempla un fiore bisessuale, i manuali giurano che è pianta dioica e che i maschi possono produrre fiori con entrambi gli organi sessuali.
Illustrazione di Louis A. L. Constans (dettaglio delle pagina 85).
Etimo Il nome della specie è dal latino retusus che vale ottuso con riferimento al vertice della foglia spesso smussato. Mentre il nome di genere parla di superfici innevate: chion vale neve, e anthos, come ormai abbiamo imparato da lungo tempo, sta per fiore; entrambi dal greco.
Fenologia minimaAreale di origine (Native range)
Albero o arbusto resistente e dalla fioritura spettacolare. Chioma aperta e compatta di un bel verde scuro. Molti dei caratteri ricalcano fedelmente quelli delle Oleaceae. In città, che io sappia, è presente solo in Orto.
Abita presso la Porta Nord. Le piante dell’Orto appena possono si espandono, il nostro ha lanciato grossi rami verso il recinto, ma non sfuggirà alla costante opera di contenimento dei giardinieri. In maggio è una esplosione di bianco. E non si può dire che non si faccia notare. Lui è un maschio ma con molti fiori bisessuali.L’angolo dell’arbusteto dove vive è ameno (settore XX), e invita a rilassarsi. La foglia cuoiosa e spessa ricorda quella dell’osmanto. Picciolo breve; bordo intero o con denti appena accennati.Base da ottusa a acuta; vertice, come già detto, spesso smussatoLamina liscia, lucida, verde profondo. Molto più chiara la pagina inferiore. Venature ben visibili e coperte da leggera peluria, anche il picciolo è villoso. Fillotassi opposta.Foliage in novembre. Questo esemplare che viveva in prossimità della vecchia entrata è morto da qualche tempo – foto del novembre 2018. I fiori sono piccoli e raccolti in pannocchie alquanto povere, ciò nonostante la grande abbondanza di infiorescenze produce l’effetto già più volte descritto. Coi fiori in boccio si distingue meglio la pannocchia (grappolo di grappoli).Quattro petali allungati simili a nastri; ricordano quelli del loropetalo. Si saldano alla base in un piccolo bicchiere.Calice a quattro lobi stretti e appuntiti. Nella foto si distinguono gli stami coi filamenti saldati alla parete interna della corolla, che all’altezza delle antere si macchia di rosso violaceo.Pistillo a fiaschetta, ovario panciuto, stilo brevissimo e per stigma una sferetta al modo di certe caramelle gommose.Ovario a due logge e per ogni scomparto due ovuli, ma solo uno di tutti sarà fecondato.
Il diagramma fiorale è in tutto simile a quello di Olea europaea, nel disegno. Sepali e petali, 1 e 2 rispettivamente,saldati alla base ; filamenti 3 saldati alla parete interna della corolla; ovario 4 a due logge ciascuna con due ovuli, placentazione ascellare.
I frutti sono drupe molto simili alle olive. Cominciano ad assumere forma definitiva già in luglio. Inizialmente verdi diventano nero violaceo a maturità.Nella foto si riconosce la fase di transizione. La superficie è percorsa da regioni più chiare (i puntini bianchi)Residui di stigma e calice, quest’ultimo permanente.Seme in formazione in giugnoNocciolo grande e poca polpa.Corteccia con alte creste grigio marrone e ampi solchi rossastri.Albero della neve…