Distinguere le Gimnosperme 2 – Cupressaceae (II parte)

Il post è terzo (1, 2I, 2II, 3, 4) delle gimnosperme, e il secondo sulla famiglia delle Cupressaceae.

Se ricordate avevamo costruito un diagramma ad albero e ci eravamo fermati al ramo di sinistra, completiamo ora il racconto parlando dei cipressi a foglie aghiformi.

Foglie aghiformi sparse sui rametti –
Cryptomeria, Sequoiadendron, Juniperus communis
Cryptomeria japonica, aghi carnosi e al contempo rigidi, dalla singolare forma ritorta…
…che evoca la lesina, suggestivo attrezzo da calzolaio.
Sequoiadendron gigantea, aghi di qualche millimetro, sottili e appuntiti.
Juniperus communis, aghi disposti in verticilli di tre. Due righe bianche di stomi sulla pagina inferiore.
Cryptomeria japonica, il frutto è un cono munito di squame uncinate all’apice; da secco le apre completamente lasciando ampie fessure.
Juniperus communis, cono (coccola) a tre squame carnose e violacee a maturità
Sequoiadendron, albero gigantesco dai coni piccoli, ellissoidali a poche scaglie scudate; raggrinzite a maturità.
Cryptomeria japonica, allo sbocciare dei fiori maschili si colora di bellissime macchie gialle, poi rosseggianti col passare del tempo.
Il cono maschile della japonica, simile a un amento è formato da minuscole squame (microsporofilli) che proteggono le sacche polliniche (microsporangi).
In questa specie i coni femminili sono completamente circondati da quelli maschili.
L’interno del cono a maggiore ingrandimento, si distinguono i minuscoli canali (micropili) pronti a convogliare il polline.
Juniperus communis, coni maschili, gialli e allungati, alle ascelle delle foglie.
Il cono femminile spunta in marzo anch’esso nell’ascella della foglia. Numerose brattee protettive e tre squame rosate che si salderanno fra loro dopo la fecondazione lasciando le peculiari tracce sul cono maturo.
Aghi piatti – Sequoia, Metasequoia, Taxodium

I tre generi sono recenti acquisti (Kusumi, J., et al. (2000). Phylogenetic relationships in Taxodiaceae and Cupressaceae, American Journal of Botany) della famiglia Cupressaceae, una delle tante ‘novità’ della rivoluzione operata dal sequenziamento del DNA. In precedenza erano collocate nella famiglia della Taxodiaceae.

Sequoia sempervirens, aghi disposti appaiati su brevi rametti che crescono un po’ a zig zag
Gli aghi della sequoia sono piatti, coriacei, leggermente piegati in punta, disposti su un unico piano; verde scuro la pagina superiore, più chiara quella inferiore che appare solcata longitudinalmente da due strisce bianchicce.
Sui rametti principali le foglie della sequoia crescono isolate e spiraleggianti. Nella foto (gennaio), le gemme appiattite in punta sono l’inizio di nuovi rametti, quella che appare appuntita un cono femminile.
Metasequoia glyptostroboides, aghi piatti, punta arrotondata, base stretta e quasi senza picciolo. Disposizione opposta di aghi e rametti.
Foglia 2
Taxodium distichummorbidi aghi disposti in modo ‘distico’ lungo piccolissimi rametti. Questi ultimi rigorosamente paralleli fra loro.
Fogli 3
Aghi piatti e appuntiti.

Distinguere le foglie di Metasequoia e Taxodiumnon è facile, inoltre i due hanno più caratteri simili, così può essere utile riandare al post dedicato alla comparazione.

Sequoia sempervirens. A sinistra cono immaturo; il centro delle squame appare infossato.
Anche il cono immaturo di glyptostroboides ha lo stesso tratto. Mentre quello maturo, a differenza del precedente, ha squame levigate. Se soppesato, si rivela singolarmente leggero.
A sinistra cono immaturo del distico, simile a certi palloni da calcio. Anche da vecchio mantiene la forma arrotondata (più galbuli di così…)
Coni maschili di sequoia, crescono sui rametti dell’anno precedente. Sono piccoli, giallognoli e sembra che non si aprano mai.
Come tutti quelli di questo tipo somigliano a un amento (ricordate quello della Cryptomeria?) con tante squame su sottili peduncoli che portano le sacche polliniche. Nella foto una squama di sempervirens con quattro sacche.
Cono femminile di Sequoia sempervirens, si riconoscono la parte visibile delle scaglie (scudo o apofisi) e al centro mucroni alquanto pronunciati.
Cono maschile di metasequoia con le sacche polliniche bene in vista.
Strobili femminili; vanno spesso in coppia
Fiori 3
Coni maschili immaturi di Taxodium disposti in lunghi grappoli.
Incontro ravvicinato
Coni femminili, disposti in modalità distica. In quello di destra si riconoscono due sottili fori sotto ogni squama (micropili), da lì penetra il polline per fecondare gli ovuli.

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