Ippocastano rosa – Aesculus × carnea

Aggiornato nel settembre 2023, e nel gennaio 2026

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; gemma; seme; fenologia; dove trovarli; sistematica

Aesculus x carnea Zeyh.
Pubblicato per la prima volta in Verzeichniss der Gewaechse in dem Grossherzoglichen Garten zu Schwetzingen, Mannheim, 1818, pagina 12. Autore Johann Michael Zeyher, dal 1804 capo giardiniere del Giardino del Castello di Schwetzingen.

In realtà un catalogo in cui compare solo un elenco di piante. Nella foto il frontespizio che ho disposo su due colonne. A destra in basso, un lacerto di pagina 12 col nome della specie seguito da un laconico ‘Specie nuova’ e nulla più – manco uno straccio di descrizione (sic!).

Fenologia minima

Nulla so dire sul luogo di origine, alcune fonti parlano della Germania


Molto simile a Aesculus hippocastanum è la sua “versione” rosa, che in realtà è un incrocio fra A. hippocastanum eA. pavia, quest’ultima pianta originaria degli Stati Uniti. Il nome scientifico è Aesculus × carnea dove il simbolo  “×” indica che è un ibrido; ma l’origine è incerta, le due specie vengono una dal Nuovo Mondo, come si è detto, e l’altra dal Vecchio (neanche a farlo apposta la Grecia). Tuttavia per gli alberi che si trovano nelle nostre città c’è una complicazione in più, infatti si tratta di una cultivar il cui nome per esteso suona: Aesculus × carnea Briotii. Il giardiniere Pierre Louis Briot ottenne questo ibrido dai molti pregi e per giunta fecondo.

Ippocastano rosa in un giardino privato di Via Fusinato, le dimensioni ridotte rispetto all’ippocastano comune lo rendono adatto a spazi più contenuti
Aesculus pavia x Briotii 2 Apr18 web
Una particolarità che aiuta l’identificazione al di fuori del periodo di fioritura è la forma delle foglie che sembrano quasi stropicciate.
Per il resto molto simili a quelle dell’ippocastano comune.
Gemma grande e massiccia. Contiene tutto: fiori e foglie.
Infiorescenza a candelabro simile in tutto a quella dell’ippocastano comune e anche i fiori hanno la stessa forma, vale la pena tornare al post di quello per un approfondimento.
Aesculus x carnea Briotii 3 Apr18 Web
Cominciano a sbocciare dal basso (infiorescenza racemosa = si prolunga indefinitamente verso la cima)
Capita di incontrare fiori solo femminili, nella foto il lungo stilo e aborti di stami
Sezione longitudinale, si riconosce l’ovario supero
Si è tolta la corolla per mostrare la base degli stami
Lunghi filamenti bianco diafani e antere aranciate, l’attaccatura è dorsale e si aprono longitudinalmente
Fiore maschile con pistillo abortito.
Frutto in formazione, la superficie dell’ovario è pelosa
Sezione trasversale dell’ovario.
Frutto
Il frutto a differenza dell’ippocastano comune non ha spine.
O meglio solo accennate.
Superficie butterata e colorata. A sinistra l’accenno di spina di cui si diceva
Incontro ravvicinato.
Il frutto è una capsula coriacea che a maturità secca e si apre lasciando cadere un seme con un ampio ilo (il punto di attacca del seme alla parete interna dell’ovario (placenta)). A destra nella foto l’ampia e articolata regione più chiara.
Il seme è ricoperto da un tegumento coriaceo. Rimosso il quale appare una superficie un po’ mossa.
Corteccia grigio rossastra a squame tondeggianti.

Anche se ci sono pochi posti dove trovarli, il tratto che partendo da Porta Portello dà inizio a Via Venezia offre, nel periodo della fioritura, uno spettacolo indimenticabile. Un vero e proprio viale di ippocastani dai fiori rosa e bianchi si apre alla vista di chi arriva a piedi dalla Porta o in macchina, per parcheggiare, dalla parte opposta.

Aesculus pavia x Briotii 4 Apr18 web4
Il tratto di Via Venezia da Porta Portello
Aescula hippocastanum Via Venezia web
Verso la Porta
Parco Europa
Un esemplare isolato al Parco d’Europa alla Stanga.
Uno spilungone abita i Giardini dell’Arena.
Da diversa prospettiva.

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