Come distinguere i Pini

Della possibilità di distinguere i pini ne abbiamo già parlato in un post precedente, che tuttavia nasceva da una suggestione quasi estetica (il profilo dei rametti). È giunto il momento di affrontare la questione in modo più sistematico.

Come il profilo dei rametti gioca sulla silhouette della chioma in Pinus pinea

specie aghi in fascetti ditratti (fortemente) caratteristici
pineadue-aghi lunghi e robusti (più di 15cm)
-pigna rotonda e grande, seme non alato
pinasterdue-aghi lunghi, robusti e glaucheggianti (più di 15cm)
-pigna allungata con mucrone pronunciato
sylvestrisdue-aghi corti e ritorti
-pigna peduncolata
-corteccia aranciata (ma troppo spesso grigia)
halepensisdue-aghi lunghi e sottili (più di 15cm)
-pigna peduncolata
-pigna con apofisi appiattita
mugodue-aghi corti e grossi, curvi ma non ritorti
-gemma lunga e affusolata
-portamento prostrato o arboreo
-strobili simmetrici rispetto all’asse centrale
nigradue-gemma grossa a cipolla
-aghi scuri, incurvati ma non ritorti, guaina nera
-rametti particolarmente scuri al centro
-corteccia grigia a grandi placche con contorni neri
cembracinque-chioma conica
-aghi bicolore a fascetti di cinque
-pigna rotonda e seme non alato
wallichianacinque-aghi lunghi e sottili (più di 15cm)
-pigna molto lunga e peduncolata
strobuscinque-aghi sottili ma non lunghi
-pigna molto lunga e peduncolata

Non ci si illuda di utilizzare solo parte della tabella per abbreviare la fase di identificazione. Ad esempio, se ci si imbatte in un pino con fascetti da cinque e aghi sottili, non si salti alla conclusione che si tratti di wallichiana. Come si è detto in più occasioni, il riconoscimento è una attività complessa che richiede la valutazione ponderata di tutte le informazioni disponibili e l’utilizzo di molte comparazioni.

Dati ordinati in modo differente per differenti sensibilità. Le celle dello stesso colore puntano l’attenzione sulle specie che si possono confondere con maggior facilità.

Pini con aghi in fascetti di due

Pinus pinea – Pino domestico o italico
Aghi lunghi fra 10 e 20 centimetri, verde brillante, robusti ma flessibili, puntuti e relativamente sottili
Crescono paralleli ai rami e si dispongono sui rametti terminali in modo da arrivare tutti alla stessa altezza, come certi piumini per la polvere.
La pigna è un grande e pesante ellissoide poco schiacciato
La parte interna della squama ha due cavità nelle quali sono alloggiati i grossi semi…
…i famosi pinoli, naturalmente. Il robusto involucro esterno è cosparso di polvere nerastra.

Pinus pinaster – Pino marittimo
Aghi lunghi (i più lunghi fra i pini) fra 15 e 20 centimetri, verde glauco, robusti e alquanto rigidi, puntuti e spessi.
Aghi che si espandono in tutte le direzioni facendo sembrare i rametti tante stelle filanti accese contemporaneamente.
L’apofisi è munita di un mucrone pronunciato
…in certuni molto pronunciato.

Pinus sylvestris – Pino silvestre o Pino di Scozia
Aghi ritorti
E alquanto corti (meno di 10 centimetri). Solo il mugo, fra i pini, li ha più brevi.
Il cono femminile è attaccato ad un lungo peduncolo…
…e così la pigna che ne segue.
La corteccia che alla base resta grigia, al massimo con qualche striatura aranciata, cambia improvvisamente colore da un certo punto in poi. Ma non c’è troppo da fidarsi, non sempre lo fa e ciò mette in grande imbarazzo il Cacciatore di Alberi.

Pinus halepensis – Pino d’Aleppo
Aghi a fascetti di due, stretti, sottili, elastici; colore verde chiaro, lunghezza fra 10 e 15 centimetri.
Coni dal lungo peduncolo, cosa piuttosto rara fra i pini. Apofisi, umbone e mucrone appiattiti.

Pinus mugo Turra – Pino mugo o montano
Aghi corti e robusti, curvi ma non ritorti.
Gemma lunga e affusolata, un carattere prezioso per l’identificazione.
Dimorfismo nel portamento. Nella foto convivenza fra le due forme.
Strobilo simmetrico rispetto all’asse centrale.

Pinus nigra J.F.Arnold – Pino nero d’Austria
Gemma tozza e tondeggiante (somiglia ad una cipolla); carattere dirimente.
Lunghezza intermedia tra il silvestre e il domestico; spesso incurvati ma mai ritorti. La guaina alla base annerisce con l’età e ciò aiuta l’identificazione. Un ago ha vita media di circa un lustro.
Nella foto si distingue bene la guaina protettiva nera; invecchiando si logora, ma dura tutta la vita degli aghi.
Se al colore scuro degli aghi aggiungiamo il nero delle guaine protettive, allora il rametto ha verso il centro colore particolarmente tetro. Per molti Cacciatori di Alberi è questo un carattere dirimente.
La corteccia (ma solo per gli individui maturi) è grigia a grandi placche allungate longitudinalmente e delimitate da profonde fessure nere. Le placche sono interamente ricoperte dalle cicatrici lasciate da piccole squame caduche.

Pini con aghi in fascetti di cinque

Pinus cembra – Pino cembro
Ottimo esempio di pino a chioma conica.
Aghi a fascetti di cinque. Nella faccia inferiore sono glauchi, quasi bianchi, verde scuro in quella superiore.
Strobili arrotondati con umbone in cima alla squama. All’interno semi molto simili ai pinoli del pinea. Non avendo una foto da esibire, prendo in prestito la tavola in M. Ferrari, D. Medici, Alberi e arbusti, Edagricole, Milano, 2020, pag. 148. Illustrazione di Armando Ambrogio.

Pinus wallichiana – Pino dell’Himalaya
Aghi in fascetti di cinque lunghi da 10 a 15 centimetri.
Sono flessibili e ricadono mollemente dal rametto. Al contrario quelli di halepensis e strobus conservano una certa rigidità.
Coni grandi e allungati come quelli dello strobus, ma il lungo peduncolo marca la differenza (la freccia in figura).

Pinus strobus – Pino strobo
Aghi sottili e non più lunghi di una decina di centimetri. Cono allungato e peduncolo più corto del wallichiana.
Anche se sottili gli aghi sono tuttavia rigidi, guardando la cima dei rametti sembrano stelle filanti, come succede nel pinaster.