
Nel post, il secondo di cinque (1, 2I, 2II, 3, 4) sulle gimnosperme, cercheremo di distinguere fra loro i generi appartenenti alla famiglia dei cipressi, ma prima sarà opportuno provare ad orientarsi su come collocare le cupressacee fra le altre piante a seme nudo.

Nel primo post abbiamo parlato di Cicadi, Gneti, Ginkgo che han caratteri molto diversi dalle restanti conifere, così non ci dilungheremo oltre.

Ma distinguere le conifere (pini, araucarie, cipressi, tassi, cefalotassi) fra loro non è altrettanto semplice.
In particolare non esiste alcun carattere macroscopico, come quelli cui siamo usi nel blog, posseduto da tutte e sole le Cupressaceae (un ‘super’ carattere). Tanto per fissare le idee si pensi agli aghi singoli sui rametti, molti cipressi come ad esempio il cedro rosso del Giappone li hanno, ma non certo tutti: le tuie per esempio han foglie squamiformi; inoltre il carattere non è esclusivamente cipressino, anche i pecci ce l’hanno.
| Carattere | Generi o specie di Cupressaceae che lo possiedono | Sovrapposizioni con altri generi o specie |
|---|---|---|
| foglie squamiformi appressate ai rametti | Cupressus, Thuja, Libocedrus, Chameacyparis, Thujopsis, Juniperus sabina | Araucaria araucana |
| aghi singoli sui rametti | Sequioiadendron, Cryptomeria, Juniperus communis | Pinaceae, Araucaria heterophylla |
| aghi piatti | Sequoia, Metasequoia, Taxodium | Taxaceae, Cephalotaxaceae |
| aghi in verticilli | Juniperus communis | |
| strobili con squame a scudo | Cupressus, Chamaecyparis, × Cupressocyparis | |
| strobili piccoli, legnosi, allungati | Thuja, Libocedrus, Thujopsis | Larix decidua |
| strobili carnosi | Juniperus | Taxaceae, Cepholotaxaceae |
Messi sull’avviso dalle riflessioni precedenti, dedichiamoci alla costruzione di un diagramma ad albero che ci aiuti a districarci nel ginepraio (allusione involontaria, ma ormai mi è scappata…) di generi delle cupressacee.

È doveroso segnalare che il diagramma ad albero non tiene in alcun conto eventuali legami di parentela fra i generi, ma è costruito con soli caratteri macroscopici e morfologici. Ad esempio cipressi e tuie appartengono alla stessa sottofamiglia (Cupressoideae) ma appaiono su due rami diversi, mentre sequoie e taxodi sono sullo stesso ramo ma appartengono a sottofamiglie diverse.
Nel post Come distinguere le conifere a foglie squamiformi abbiamo analizzato, con criteri diversi da quelli usati qui, il ramo sinistro del diagramma ad albero – utile darci un’occhiata.(*)
Foglie squamiformi e strobili globosi –
Cupressus, Chamaecyparis, × Cupressocyparis, Juniperus sabina

Cupressus sempervirens, la ben nota forma affusolata che informa di sé il paesaggio di molte regioni del Mediterraneo.

Le foglie appiccicate ai rametti li fanno sembrare bastoncini tondeggianti. Un ottimo tratto distintivo è il loro dipartirsi in tutte le direzioni, in contrasto colle tuie che li ordinano su un unico piano. Nella foto, Cupressus arizonica.


Piante monoiche (‘fiori’ maschili e femminili sulla stessa pianta) fioriscono tutte fra febbraio e marzo. Vale la pena avvicinarsi ai coni maschili (quelli meglio osservabili) e esaminare le squame oppose e su quattro file; quelli di Chamaecyparis lawsoniana, poi, sono spettacolari con le squame nere e le sacche polliniche rosse.

Cono femminile di Cupressus arizonica, si distinguono le squame giallastre, che diventeranno le scaglie a scudo, nella foto si notano anche innumerevoli forellini, sono i micropili degli ovuli ‘nudi’ – trattasi di gimnosperma; molti fori hanno la gocciolina acchiappa polline.


I più bei galbuli di cipresso che conosca sono quelli di Chamaecyparis lawsoniana; in questa foto, che amo molto, foglie e strobili immaturi in una esplosione di sfumature verdazzurre.


Foglie squamiformi e strobili a rosetta – Libocedrus, Thuja, Thuiopsis
Nel post Come distinguere le Tuie abbiamo parlato a lungo di questo genere, può risultare utile averlo sottomano nella lettura del paragrafo.
Per una fortunata coincidenza le cupressacee di questo gruppo hanno le foglie, ancorché molto piccole, più grandi di quelle del gruppo precedente che non superavano il millimetro. Può sembrare un ossimoro, ma, come si è detto in altra occasione, il fatto che le foglie siano piccolissime non implica che a una osservazione attenta appaiano tutte uguali.












(*) Il quel post abbiamo usato un diagramma di Venn per rappresentare le relazioni tra i generi. È interessante notare come la scelta dei caratteri condizioni le possibili rappresentazioni. Il diagramma ad albero deriva da scelte dicotomiche (è in pratica una rappresentazione grafica delle chiavi dicotomiche) e dà luogo a insiemi disgiunti (spesso singoletti), mentre il diagramma di Venn può produrre insiemi che in parte si sovrappongono. La scelta di una o dell’altra evidenzia aspetti diversi delle relazioni tra i soggetti: la prima enfatizza le differenze, la seconda i legami.