Il giro del Venda

Un percorso poco faticoso e con grande varietà di piante. L’itinerario è un anello che ha inizio (e fine) in uno spiazzo a parcheggio poco sopra Casa Marina. Si seguono i sentieri 9, 1 e 4, che talvolta si sovrappongono a coppie.

Vista zenitale. Al centro il Monte Venda; il percorso, mantenendosi quasi sempre alla stessa quota, ne segue l’intero perimetro (in tutto una mezza dozzina di chilometri).

Il versante sud del monte. Al centro l’inizio del percorso (segnavia 9 e 1). Procedendo verso ovest si giunge alla sella tra il Venda e il Vendevolo (Laghizzolo del Venda). Poco prima si incontrano i vecchi castagni e un laghetto (forse da qui il toponimo) ricco di alberi amanti dell’acqua. A destra, nella foto, l’ultimo tratto del percorso, si riconoscono il Monte Rua e il Passo del Roccolo (la sella che il monte forma col Venda). Il sentiero scende lentamente tra Casa Marina in basso e, molto più in alto, i ruderi del Convento degli Olivetani.

Una splendente giornata di inizio maggio. Sulla destra una formazione di roverella, più in basso sambuchi fioriti e eriche (altro la foto non permette di distinguere). A sinistra castagni e anche robinie (un abbinamento frequente da quando i castagni non sono più curati per i frutti).
Più oltre una formazione di erica arborea in febbraio; in alto castagni spogli.
Marzo, fiori e boccioli: minuscoli bottoncini rosati in prevalenza sui rami terminali
Una gradita apparizione, la rosa di macchia (Rosa canina) che in maggio e giugno esibisce orgogliosa…
…fiori bellissimi, perlopiù solitari. Cinque grandi petali a due lobi, bianchi alla base e rosa tenero verso il vertice; al centro androceo e gineceo coloratissimi.
Si continua verso ovest e dopo una curva appare il Vendevolo, e un grande pino domestico. Sul pendio assolato, coltivazione di ulivi, dal colore chiaro, quasi glauco, inconfondibile.
Si giunge in un’ampia zona pianeggiante dove vivono vecchi castagni. La foto è in febbraio, ma l’albero resta spoglio fino ai primi di aprile. Al centro dell’immagine una cavità dove si raccoglie l’acqua (Laghetto dei maronari).
Infiorescenze maschili, le enormi piante si ricoprono di pennacchi dorati.
Attorno al ‘Laghetto’ una formazione di pioppi tremuli.
Le foglie dal lungo picciolo e tremolanti al più leggero alito di vento.
Vista sul versante ovest. Dopo il laghetto i percorso scavalca la sella (Laghizzolo del Venda) e continua sul versante nord.

Si incontra una vasta radura e si prosegue fino alla fine del sentiero 9. Poco dopo si abbandona il sentiero 1 prendendo a destra una salita un po’ più dura che sbocca sul sentiero 4, giriamo a sinistra. Si raggiunge uno stretto vallone oltre il quale il sentiero scende per fare un largo giro attorno a Casa Brombolina. Quindi si percorre un tratto di strada asfaltata fino alla Forcella delle Punte.

Su questo lato domina il castagno e il sottobosco ha molte sorprese.
Bucaneve, in primo piano, e dietro pungitopo.
Elleboro fiorito in febbraio, su un tappeto di foglie di castagno.
Un gruppo di carpini bianchi frammisto ai castagni in maggio
Numerosi su questo versante anche gli aceri di monte. Alti e possenti, foto in maggio.
Mescolati ai carpini e ai montani, altissimi ciaverdelli (Sorbus torminalis), mai visti così grandi. (Foto in giugno)
Immancabile l’edera, che si arrampica dappertutto.
Esuberante fioritura di ornielli nei pressi di Casa Brombolina (foto in maggio). Da questo punto…
…volgendo lo sguardo a nord-ovest i Berici in lontananza, più vicina una massiccia formazione di rovi fioriti (Rubus ulmifolius) e tutto intorno una macchia incolta colonizzata dalle robinie; in primissimo piano una fitolacca (tra poco fiorirà). (Foto in giugno)
Poco prima del tratto asfaltato un esemplare di berretta da prete (Euonymus europaeus) cresciuto ad alberello…
… e ricoperto di larve. Divoreranno gemme e foglie, ma poi la pianta si riprenderà. (Foto in maggio)

Alla Forcella delle Punte facciamo una sosta e una piccola deviazione sul versante est del Monte Baiamonte percorrendo un tratto dell’Alta Via dei Colli (segnavia 1, lato est) con sosta su un costone con rada vegetazione. Tornati sui nostri passi riprendiamo il sentiero 4, che per un breve tratto si sovrappone all’1. Poco dopo il 4 fa una deviazione per ritornare sull’1 poco più in là, ma noi restiamo sull’1. Si sale al costone sopra il Passo del Roccolo e poi si scende lentamente fino al punto di partenza.

Sulla sella si può girovagare un po’ e godere di bei panorami sui Berici da un lato e la pianura verso la Laguna dall’altro. Già in febbraio le fioriture sono numerose, nella foto un amolo e vicino un corniolo. In alto le antenne del Ripetitore.
Il sentiero sul versante est del Baiamonte. In marzo quando i cornioli sono fioriti si cammina sotto una volta macchiata di giallo.
Arrivati su un costone roccioso la vista si apre sulla pianura verso la Laguna di Venezia.
28 febbraio 2020 ore 15:39, nonostante l’ora la visibilità è ancora buona. La striscia biancastra, che corre tra laguna e mare, è l’isola di Pellestrina.
Volgendo lo sguardo a destra, ancora più lontano, la centrale di Porto Tolle
Direzioni e distanze.
Riprendendo il sentiero (segnavia 1 e 4) incontriamo un’ampia parte di sottobosco a faggio. Nelle zone più fresche si incontra questa specie, retaggio di lontane glaciazioni.
Superato il costone del Passo del Roccolo (giunti dunque sul versante sud) la roverella si sostituisce al castagno e si cammina tra piante della macchia mediterranea. Nella foto ligustro (Ligustrum vulgare). Attenzione, poiché non è infrequente il sinense ormai scappato da tempo dai giardini. Oltre il ciglio tronchi (e cortecce) di roverelle.
Usciamo dal bosco. Scendendo ci ‘accompagna l’azzurra vision’ degli Olivetani, visibili a tratti in alto sulla destra.
Ginestra fiorita in giugno.
Fiori papilionacei, giallissimi e profumati. Troppo belli per non ricordarli.
Il sentiero si è allargato da un bel po’, siamo praticamente alla fine e ci concediamo una sosta per dare un ultimo sguardo alle nostre spalle. Nella foto una roverella allontanatasi dal bosco; sul pendio la vite.
Volgendo l’obiettivo alla nostra destra, l’Eremo di Monte Rua. A guardar bene si distinguono le celle.
Poco più in là, quando ormai intravediamo la fine del sentiero, mandorli in fiore a fine febbraio. In lontananza il cono del Monte Cinto.
I fiori bellissimo del mandorlo
E quelli non meno belli dell’amolo (Prunus cerasifera).

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