Acer platanoides L. Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753.
La pagina 1055. Foglie a cinque lobi acuminati acuti, dentati e glabri; infiorescenze a corimbo. Pianta collocata nella famiglia (ordo) Polygamia Monoecia (fiori bisessuali e fiori unisessuali, solo maschili o solo femminili, sulla stessa pianta).
Fenologia minimaAreale d’origine (native range) – Europa centrale, Balcani, fino in Asia Minore.
A Padova Acero riccio, Acer platanoides, vuol dire Prato della Valle. Per la verità non è sempre stato così, fino alla fine degli anni ottanta vi abitavano enormi platani, poi abbattuti poiché aggrediti da un fungo che li ha uccisi tutti.
Gli aceri ricci del Prato in Maggio. Sullo sfondo la Basilica di Santa Giustina.Le statue che ornano la Piazza, gli aceri e le caratteristiche cupole del SantoFra le piante, appena imbrunite ai primi di Ottobre, si intravede Palazzo Angeli sede del Museo del Precinema.La Loggia Amulea che ospita la sezione padovana della Società Dante Alighieri.Addobbi natalizi.
Acer platanoides è albero di media altezza e cresce piuttosto lentamente, la chioma è espansa spesso irregolarmente, ed è bello da ammirare in particolare in Marzo-Aprile quando fiorisce prima di mettere le foglie.
Un breve filare vive in Riviera san BenedettoQui in aprile in piena fiorituraAnche il foliage è affascinante. Parco Ognissanti in dicembre.Un gruppo di giallissimi aceri ricci al Parco Iris, qui queste piante vivono numerose.Avvicinandosi per ammirare le foglie.Le quali foglie sono munite di vistose cuspidi (da cui il nome comune) han colore verde intenso, più chiare venature e picciolo.Peluria mattone chiaro alle ascelle delle venature, pagina inferiore quasi pallida.Parco Perlasca. Le caratteristiche foglie con i canonici cinque lobi e i denti aguzzi, che ricordano, specie in prossimità del picciolo, quelle del Platano, da cui il nome scientifico.Tutti gli aceri hanno frutti simili: una coppia di semi alati, samare. Non è facile distinguerli, ma l’angolo formato dalle ali può aiutare. Nel caso dell’Acero riccio sono allineateFoto in maggio, i frutti verdolini risaltano sul fogliame scuro.Lungo e sottile picciolo. Due rigonfiamenti indicano la posizione dei semi.I qual semi han forma triangolare, o di scudo, e colore marroneSeme privo di endosperma, dentro è tutto embrione. I cotiledoni sono incredibilmente raggomitolati; a sinistra la radichetta, rossiccia, e un lungo epicotile (il fusto che verrà). Nell’acero riccio la piumetta è piccola ma ben visibile. Per fare la foto ho asportato uno dei cotiledoni. I Fiori gialloverdastri sono raggruppati in mazzetti (corimbi)Fiore a simmetria pentagonale. La stessa pianta porta sia fiori maschili che bisessuali. Nella foto di destra si vede lo stigma che si biforca, e in basso, fra gli stami turgidi, l’ovario. Mentre nella foto di sinistra si nota la mancanza del pistillo, l’organo femminile.Tra la fitta schiera di sepali e petali si distingue lo stilo sormontato da uno stigma bifidoSepali verdi, esterni, e petali giallini all’interno. In basso il ricettacolo.A sinistra un petalo con unghia stretta e forma allungata. A destra sepalo con base piatta. In entrambi si riconoscono tenui venature. Fiore bisessuale, con stilo e stigma slanciati e stami dalle gialle antere e brevi filamenti verdi. In basso si intravvede l’ovario. Ancora più giù un vistoso nettario piatto e turgido di umori appoggiato sul un ampio ricettacolo.Anche se l’ovario sembra penetrare nel ricettacolo in realtà è supero. Presto esibisce le vistose ali.Sezione trasversale dell’ovario a due carpelli. A destra un ovulo, con, forse, il cordone che lo lega alla placenta (funicolo). Fioretto maschile privato di sepali e petali. I filamenti sono molto più lunghi.Con lo spuntare delle foglie i fiori fecondati cominciano a mostrare le samare e i corimbi si prostrano.Capsule ellissoidali racchiudono i fioriGemma marrone rossastra: carattere peculiare.La corteccia liscia negli alberi o rami giovani, si fessura con l’età e forma lunghe increspature che nelle piante più vecchie sembrano intrecciarsi fra loro.Un anziano esemplare al Parco Treves con la tipica corteccia a “pelle di serpente”.
La specie ha numerose varietà; particolarmente belle quelle a foglie variamente colorate. Ma questo sarà oggetto di un nuovo post.