Grande arbusto poco appariscente, ma che ad osservarlo attentamente può sorprendere. Pochi ce ne sono in città, pur essendo colmo di caratteri preziosi: foglie, fiori, frutti, portamento sembrano fatti apposta per formarne eleganti siepi. Ma c'è anche una sorpresa che sarà rivelata a suo tempo...
L’Albero Europeo dell’anno 2021 è un Leccio, seguono due Platani orientali
Anche quest'anno Unalberoalgiorno festeggia, anche se con qualche mese (sic!) di ritardo, il vincitore del concorso European Tree of the year che premia l'albero europeo con la storia più bella e coinvolgente. È stato premiato un vetusto Leccio spagnolo, secondo e terzo due Platani orientali vecchissimi, in Italia e nella Federazione Russa rispettivamente. Come è … Leggi tutto L’Albero Europeo dell’anno 2021 è un Leccio, seguono due Platani orientali
Mespilus germanica – Nespolo comune, quello del tempo e della paglia…
Dove si parla di un albero piccolo a chioma globosa e se ne descrivono oltre ai caratteri, in particolare i bellissimi fiori e i frutti misteriosi, anche i significati simbolici, azzardandosi a disquisire su una ben nota opera del Verga.
Acer ginnala – Acero di fuoco
Dove si parla di un piccolo acero dal portamento espanso e un po' scarruffato, dai fiori profumati e di sesso diverso su piante diverse, dalle foglie a tre lobi o, a volte addirittura, nessuno, dai colori accesi in autunno. Insomma, l'ideale per ornare piccoli spazi con le sue numerose qualità.
Cydonia oblonga – Cotogno
Dove si parla di un piccolo albero dalla chioma globosa e dai frutti preziosi in cucina: le mele cotogne. Nonché dei bellissimi fiori che li generano, ma attenzione: lo sanno fare soltanto se vicinissimo vive un altro cotogno.
Il sentiero della Valle del Trella – Parco dei Monti Ausoni
Un percorso nel Comune di Lenola lungo una amena valletta solcata dal torrente Trella, che dà il nome anche al colle a nord dell'abitato. Il sentiero segue l'antica strada selciata che collegava Lenola a Pastena, un centro abitato un po' più a nord. Le specie che si incontrano sono tipiche della Macchia mediterranea.
Ricerca per foglia – foglie aghiformi
Il post contiene una raccolta di foglie a forma di ago. Questi quanto all'aspetto in sé possono essere piatti, come tassi o sequoie, oppure a sezione varia; mentre in relazione alla disposizione possono essere singoli sui rametti (abeti, pecci); riuniti in fascetti (pini), raggruppati in rosette (cedri, larici).
Pinus wallichiana – Pino dell’Himalaya
Albero dal profilo elegante anche per i lunghi aghi pendenti, raccolti a fascetti di cinque, e le pigne grandi e sottili. Arrivato dall'Himalaya nei giardini di tutta Europa a metà dell'Ottocento. In città è piuttosto comune nei giardini privati, molto meno in quelli pubblici dove i giardinieri del Comune, pare, gli preferiscano il cugino americano, dai tanti caratteri simili, Pinus Strobus.
Pinus sylvestris – Pino silvestre o Pino di Scozia
Il colore dei rami più alti e il forte profumo di resina ne fanno uno dei pini più belli e degli alberi più affascinanti. A Padova è poco comune, forse il fatto che sia un albero di alta montagna scoraggia i giardinieri, ma lì dove è presente riempie di sé l'ambiente.
Come distinguere gli Aceri – non solo foglie a cinque lobi
Un post difficile e complesso poiché in città vivono tantissime specie di aceri. Per fare un po' d'ordine proveremo a raggrupparle per tipo di foglia: poche specie han foglia composta, le più l'hanno lobata, ma per fortuna in quest'ultimo caso si possono formare più sottoinsiemi distinguendo per numero di lobi.
Tamarix gallica – Tamerice
Dove si parla di un albero amante del mare, che adora affondare le estese radici fino alla falda intrisa di acqua marina e vagheggia farsi accarezzare dal vento che sferza i litorali e l'aiuta a smaltire il sale trasudato dalle piccolissime foglie. Si descrive parimenti la pianta e particolarmente il suo seme minuscolo e sfuggente.
Juniperus communis – Ginepro
Dove si parla di una pianta dall'areale enorme: dal Mediterraneo a Circolo polare artico, dall'Alaska alla Kamčatka. Se ne descrivono i caratteri e si discute di quanto poco sia diffusa in città.
Giardino Romana Aponense
Dove si parla di un giardino suburbano abitato da alcuni alberi poco ricorrenti nei parchi cittadini. Indi si rende nota la cura di alcuni residenti del quartiere per gli abitanti "verdi" del giardino.
Tilia tomentosa – Tiglio argentato
Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.
Come distinguere fra le Magnolie dalle fioriture precoci
Dove si insegna a distinguere fra loro le magnolie dai grandi fiori precoci in primavera. Più precisamente fra M. kobus e stellata, e fra M. x soulangeana e liliiflora. Il post si sofferma alquanto su stellata e liliiflora, tanto da assumere la forma di un vero e proprio articolo sulle due specie.
Dai platani degli Eremitani ai cedri di Piazza Antenore, e nel mezzo tante specie arboree e signorili palazzi
Un percorso nel centro della città dove gli alberi non abbondano di certo e che tuttavia riserva piacevoli sorprese. Sarà anche l'occasione per dare maggiore spazio alla descrizione degli edifici e dei luoghi incontrati.
Glossario arboreo illustrato
Dove si propongono brevi spiegazioni dei termini tecnici che compaiono nei post. E dove alla figure schematiche si sono preferite le foto.
Albizia julibrissin – Acacia di Costantinopoli
Dove si parla di un albero dalla chioma ampia ad ombrello e dalle foglie con miriadi di minuscole foglioline che gli danno un fare leggero e aggraziato. Si descrive la sua bella fioritura, illustrando in modo approfondito l'articolata infiorescenza. In fine se ne giustifica il nome.