Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.
Come distinguere fra le Magnolie dalle fioriture precoci
Dove si insegna a distinguere fra loro le magnolie dai grandi fiori precoci in primavera. Più precisamente fra M. kobus e stellata, e fra M. x soulangeana e liliiflora. Il post si sofferma alquanto su stellata e liliiflora, tanto da assumere la forma di un vero e proprio articolo sulle due specie.
Dai platani degli Eremitani ai cedri di Piazza Antenore, e nel mezzo tante specie arboree e signorili palazzi
Un percorso nel centro della città dove gli alberi non abbondano di certo e che tuttavia riserva piacevoli sorprese. Sarà anche l'occasione per dare maggiore spazio alla descrizione degli edifici e dei luoghi incontrati.
Glossario arboreo illustrato
Dove si propongono brevi spiegazioni dei termini tecnici che compaiono nei post. E dove alla figure schematiche si sono preferite le foto.
Albizia julibrissin – Acacia di Costantinopoli
Dove si parla di un albero dalla chioma ampia ad ombrello e dalle foglie con miriadi di minuscole foglioline che gli danno un fare leggero e aggraziato. Si descrive la sua bella fioritura, illustrando in modo approfondito l'articolata infiorescenza. In fine se ne giustifica il nome.
Salix matsudana Tortuosa – Salice tortuoso
Dove si parla del più elegante fra i salici in città per le sue forme slanciate e l'aspetto mosso, conseguenza quest'ultimo della crescita particolare di foglie e rami. Non molto comune, ma tutto sommato non così raro come uno si aspetterebbe.
Quercus robur – Farnia
Dove si parla della quercia per antonomasia, che assieme al rovere scandisce il paesaggio italiano. Se ne descrivono i caratteri peculiari che aiutano il riconoscimento. E si racconta di due esemplari vetusti e solenni.
Cotinus coggygria – Albero della nebbia
Dove si parla di un alberello poco frequentato dai manuali di divulgazione, e poco comune in città. Circostanza quest'ultima che è un vero peccato, poiché Cotinus coggygria è un piccolo albero molto decorativo coi suoi vaporosi pennacchi, che gli han fatto guadagnare il curioso nome volgare di Albero della nebbia. Si cita inoltre una delle sue tante cultivar dalle foglie violacee, Cotinus coggygria Purpurea.
Juniperus sabina – Ginepro sabino
Dove si parla di un ginepro dalle foglie prevalentemente squamiformi. Del suo inconfondibile portamento e del cono femminile molto simile a quello di un'altra cupressacea. Di poi si invita il lettore a una passeggiata virtuale alle falde della Majella.
Buone pratiche – Il Platano scavato di Piazza Eremitani
Dove si parla dell'amorevole assistenza prestata ad uno dei Platani di Piazza Eremitani, affetto da una profonda carie. E ci si augura che la stessa cura venga in futuro prestata a tutti gli alberi della città, o perlomeno a quelli che caratterizzano in un modo o nell'altro i luoghi che abitano.
Olea europaea – Ulivo
Dove si parla di un albero legato profondamente alla cultura mediterranea e europea in generale e del suo valore altamente simbolico. E, naturalmente, dei suoi caratteri alcuni, come il fiore, affascinanti.
Chamaerops humilis – Palma di San Pietro
Dove si parla di una palma dai molti nomi e dai caratteri singolari, a cominciare dalle tante forme che assumono le sue foglie, e grandemente osservata dal poeta scienziato Geothe, proprio in virtù di queste ultime.
Crataegus laevigata Paul’s Scarlet – un biancospino di città
Dove si parla di un alberello dal nome un po' frivolo e scarsamente descritto nei manuali. In realtà è una cultivar molto interessante e ornamentale, della quale vale la pena approfondire i caratteri.
Crataegus monogyna – Biancospino
Dove si parla di un albero grandemente cantato da poeti e romanzieri. Si mostrano i suoi caratteri e si insegna a distinguerlo dal cugino Crataegus laevigata.
Populus x canescens – Pioppo grigio
Dove si parla di un albero grande e maestoso, delle sue foglie dalla forma e colore molto variabile, della corteccia variamente tinta di bianco e di nero ornata di graziose losanghe. Si discute anche della sua collocazione tassonomica e della scelta operata da Unalberoalgiorno.
Sculture arboree – Salice Via Sorio
Dove si parla di una scultura arborea realizzata in Via Sorio. Si cerca di interpretarla. Si dà breve sitografia per farsi una propria opinione su una accesissima polemica.
Laurus nobilis – Alloro
Dove si racconta di un sempreverde fortemente radicato nel territorio e in tutto il bacino del Mediterraneo, molto amato in cucina, grandemente cantato dai poeti. Delle sue peculiarità, in specie i fiori, e di come poco lo amasse il Poeta della conchiglia ritorta.
Come distinguere i Cedri
Dove si confrontano fra loro le due principali - o forse uniche - specie di cedri presenti a Padova, e si vede come sia difficile distinguerle fra loro. Ma poi con pazienza e perseveranza si giunge ad impadronirsi degli strumenti idonei alla bisogna.