Il Sistema sessuale di Linneo – dall’11. alla 20. classe

Il post è il secondo di quattro (1., 2., 3., 4.) dedicati al sistema sessuale di Linneo così come emerge dalla lettura del suo celeberrimo Species Plantarum (prima edizione, Stoccolma, 1753). Continuiamo dunque il nostro faticoso, ma elettrizzante, cammino dentro il libro di Linneo riprendendo dagli alberi dai fiori bisessuali a dodici stami (sembra non ne esistano con undici, almeno a stami liberi). Continueremo poi con la classe con fiori a venti stami e infine in un’unica classe le piante con più di venti stami. Terminato questo insieme ci avventureremo in classi dai nomi impronunciabili e ricche di sorprese. Come abbiamo imparato ogni classe contempla più ordini in corrispondenza del numero di pistilli (salvo rare eccezioni). Proseguiamo dunque il balletto di mariti e mogli più o meno numerosi che tante amarezze aveva procurato al Nostro.

Tutte le piante con fiori bisessuali (cioè con stami e pistilli nello stesso fiore) sono suddivise in venti classi, ognuna delle quali comprende piante con fiori aventi lo stesso numero o le stesse configurazioni di stami. Più esattamente, dodici classi con fiori da uno a venti stami più una a fiori con oltre venti stami; la quattordicesima e la quindicesima includono piante i cui fiori hanno stami di lunghezza disuguale (due lunghi e due corti e quattro lunghi e due corti rispettivamente). Seguono quattro classi con stami attaccati fra loro secondo diverse configurazioni (tre per i filamenti e una per le antere). Infine la ventesima classe con stami aderenti ai pistilli (sì, c’è anche questa possibilità!).

classe 11. – Dodecandria,
classe 12. – Icosandria,
classe 13. – Polyandria,
classi dalla 14. alla 15.DidynamiaTetradynamia,
classi dalla 16. alla 20.MonadelphiaDiadelphiaPolyadelphiaSyngenesiaGynandria.


Il post per la sua ricchezza e complessità ci dà la possibilità di ritornare sul tema della mancata introduzione della storia della scienza nell’insegnamento a tutti i livelli scolari. Si è detto che uno dei motivi è da ricercarsi nell’eredità della scuola gentiliana, un altro (forse il principale) è la convinzione che l’insegnamento storico non aggiungendo nulla alle conoscenze farebbe solo perder tempo, anzi parlando di idee superate e concezioni falsificate finirebbe col confondere gli studenti. Al contrario penso che la storia della scienza possa essere utilizzata come un potente strumento per la comprensione di fenomeni e teorie. Nel seguito incontreremo almeno un paio di esempi che corroborano questo punto di vista. Ma è tempo di reimmergerci tra mariti e mogli variamente assortiti.


Le classi dalla settima alla tredicesima, con i rispettivi ordini, che coinvolgono alberi o arbusti. In questo post compaiono quelle dalla 11. alla 13.

Classe 11. – Dodecandria

Non ci sono alberi o arbusti fra le piante con dodici stami, così saltiamo alla classe dodicesima.


Classe 12. – Icosandria

20 + 1

Ben tre alberi con fiori a venti stami e un pistillo

Philadelphus coronarius (Filadelfo). Fiori bianchi singoli o in piccoli gruppi. Quattro petali, molti stami (sembrano molti di più di venti, la foto è di una pianta incontrata in città, forse una cultivar?) e un pistillo che in cima si divide in cinque.
Ho trovato questa foto presa in Val Dassa (Altipiano di Asiago) che mostra l’arbusto allo stato naturale, è un po’ meno ‘bella’ della precedente ma utile perché prova che la specie ha proprio una ventina di stami.

L’incidente incorso col filadelfo è, credo, una prova a sostegno dell’utilizzo della storia della scienza. Il tentativo di superare la contraddizione incontrata ci ha costretti a formulare una precisa ipotesi. Se avessimo trovato scritto in un manuale che alcune cultivar di filadelfo hanno un numero di stami diverso dalla pianta madre, dal punto di vista della conoscenza non sarebbe cambiato niente, ma in qualche modo avremmo subito l’apprendimento. Così invece ne siamo stati parte attiva: protagonisti.


Punica granatum (Melograno). Unico pistillo gialloverdognolo completamente circondato da miriadi di stami a filamenti rossi (di certo il fiore nella foto è quello di una cultivar da fiore, ci proponiamo di cercare appena possibile un fiore con venti stami). Caso analogo al precedente dunque.

Myrtus communis (Mirto). Antere gialle (ma sembrano molte di più di venti, una pianta i un giardino privato, ancora una cultivar?) e un unico pistillo, spesso, vezzosamente piegato in cima.
Nel caso di questa foto, però, sono sicuro non sia una cultivar poiché è una pianta dell’Orto. Dunque è possibile che sia stato Linneo a sbagliare.

20 + 2
Crataegus coccinea (Biancospino coccineo o scarlatto). Fiore molto simile a quello del biancospino comune (C. monogyna) e del selvatico (C. Laevigata), i quali hanno il primo uno stilo e il secondo due (a volte tre), mentre il nostro ne ha ben cinque (a volte quattro).

Ci imbattiamo dunque in un genere a cavallo tra più ordini (venti stami e uno o due o cinque pistilli): una piccola/grande imperfezione del sistema sessuale. Il coccinea, poi, ha una storia tassonomica alquanto tormentata che vale la pena conoscere.


20 + 3

In questo ordine ci sono i sorbi.

Sorbus domestica (Sorbo montano), infiorescenza a grappolo compresso; fiore a simmetria pentagonale.

20 + 5
Mespilus germanica (Nespolo comune). Il fiore è bellissimo, bianco e relativamente grande ha cinque petali merlettati ai bordi. Cinque sono i pistilli (e altrettanti i semi) e numerosissimi (venti appunto) gli stami.

Pyrus calleryana Chanticleer (Pero cinese). Numerosi stami con antere fucsia emergono da un calice verdolino; due pistilli anch’essi verde chiaro. (Così avevamo scritto nel post, forse l’incongruenza (due pistilli anziché cinque) nasce dal fatto che siamo in presenza di una cultivar)

20 + molti

Venti stami e molti pistilli, ultimo ordine della classe a venti stami. Due arbusti noti.

Rubus ulmifolius (Rovo). Linneo conta venti stami, ma sembrano molti di più.
Sezione longitudinale del fiore. Il calice offre una robusta base agli stami, mentre i pistilli si appoggiano su una protuberanza del ricettacolo. Filamenti colorati di viola alla base poi bianchi; diafani. Antere con due sacche polliniche.

Calycanthus floridus (Calicanto estivo). Il fiore
Tolti i tepali, emergono curiosi stami senza filamenti e antere lunghe e sottili.
E ancora più dentro… tantissimi pistilli sormontati da stigmi filiformi.

Classe 13. – Polyandria

molti + 1

Nell’ordine a molti stami e un solo pistillo troviamo tigli e lagerstroemie

Tilia americana (Tiglio americano). Pistillo solitario e svettante, stami numerosi; e pure staminodi.

Lagerstroemia indica. Un unico pistillo nascosto fra gli stami, i quali stami sono di due tipi: sei lunghi (troppi, come vedremo, per rientrare in una delle classi 14. o 15.) e dalle antere eleganti nei loro colori scuri, e un numero imprecisato di più corti con antere giallissime.

molti + molti

Si deve arrivare all’ultimo ordine di questa classe per trovare due alberi a noi noti.

Liriodendron tulipifera (Liriodendro). Una corona di numerosi stami che sembrano pennacchi e innumerevoli pistilli all’interno.

Magnolia grandiflora (Magnolia bianca). Avvicinarsi a questo fiore dalle dimensioni considerevoli e dal candore immacolato intimidisce e stupisce anche i più distratti
I segmenti gialli che si sovrappongono fra loro sono stami, mentre in alto assiepati, come squame di una pigna, i pistilli. Nella foto le strutture verdino sono gli ovari, e i ricciolini gialli stigmi.

E con questo abbiamo terminato col primo insieme di classi, da qui in poi ci addentreremo in un mondo meno consueto dove i fiori mostreranno aspetti molto più insoliti.


Classi dalla 14. alla 15.

Linneo raggruppa nella 14. e 15. classe piante a fiori con stami di lunghezza diversa, chiamandole Didynamia e Tetradynamia rispettivamente. Il termine ‘dynamia’ richiama la ‘forza’ e accompagnato ai due prefissi suona all’incirca come: due-forze e quattro-forze, con chiaro riferimento agli stami più lunghi.
Quando si passa agli ordini di queste classi la linearità che aveva caratterizzato fin qui il sistema sessuale si incrina, poiché il Nostro sente la necessità di ricorrere ai frutti. Ad esempio le piante con fiori a due stami lunghi sono distinte in piante a seme nudo, cioè senza capsula o baccello o quant’altro (Didynamia gymnospermia) e quelle che han seme racchiuso in qualche tipo di frutto (Didynamia angiospermia). Nella foto, capsula di Campsins radicans.

Classe 14. – Didynamia

Didynamia gymnospermia
Lavandula angustifolia. Al centro fiore di lavanda, e a destra il frutto, una nucula (noce) che sembra proprio un seme. Naturalmente trattandosi di una angiosperma (oggi lo sappiamo) non poteva avere il seme nudo (senza frutto) poiché se c’è un ovario, allora ci deve essere un frutto, ma tant’è.
Concediamoci una pausa: aiuola di lavanda a Richmond, Londra.

Didynamia angiospermia

Due stami lunghi (didynamia) e seme protetto in un frutto (angiospermia)

Campsis radicans (Bignonia). Due stami lunghi e due corti, filamenti curvi sormontati da vistose antere. Pistillo lungo e sottile. Come già detto i semi stanno in una capsula che sembra un baccello.
Linneo l’aveva annomata Bignonia Radicans (nella foto le pagine 624 e 625 di Species Plantarum), il nome attuale si deve a Karl von Seemen.

Clerodendrum trichotomum (Clerodendro). Due stami lunghi e due corti, anche lo stilo è allungato. Il frutto, come noto, è una bacca.

Vitex agnus-castus (Agnocasto). Quattro stami emergono dalla corolla a coppie di lunghezza diversa, il pistillo si erge quanto i due più bassi. Il seme, come noto, è contenuto in un capsula

Classe 15. – Tetradynamia

Anche per la classe con quattro stami lunghi Linneo è costretto a ricorrere ai frutti, piante che hanno per frutto un baccello corto (Tetradynamia siliculosae), e quelle con baccello lungo (Tetradynamia siliquosae). Non ho alberi da mostrare.

Non sarà sfuggito il fatto che i vocaboli gimnosperme e angiosperme hanno per Linneo un significato completamente diverso dall’attuale, noi oggi diciamo gimnosperme quelle piante che non custodiscono gli ovuli nell’ovario e angiosperme le piante a fiore cioè quelle che hanno gli ovuli nell’ovario. Se non ci fossimo interessati al sistema linneano, lo slittamento di significato ci sarebbe rimasto nascosto per sempre. Forse qualcuno potrebbe muovere l’obiezione che raccontare queste cose produce solo confusione. Ma ci sono almeno altri due buoni motivi, credo, per pretendere da noi stessi uno sforzo in più. In primo luogo è questo un ottimo esempio di come i termini scientifici evolvano nel tempo; secondariamente siamo aiutati a meglio ricordare il significato dei termini nella teoria accreditata (l’attuale) poiché, come noto, la comparazione genera metacognizione (una riflessione sulla conoscenza).


Classi dalla 16. alla 20.

Siamo arrivati alle ultime cinque classi con fiori bisessuali, e i nomi si fanno, se possibile, ancora più complicati.

Monadelphia: i filamenti degli stami sono fusi in un’unica struttura; Diadelphia: i filamenti degli stami sono fusi in due strutture distinte; Polyandelphia: i filamenti degli stami sono fusi in più strutture.
Syngenesia: le antere degli stami sono saldate fra loro a formare un tubicino con all’interno lo stilo, i filamenti sono liberi. E infine la classe Gynandria: stami che spuntano direttamente dai pistilli.

Classe 16. – Monadelphia

16.3 Monadelphia polyandria

Un solo ordine ha alberi noti al blog: molti stami (poliandria) fusi in unica struttura (monadelphia).
Quanto al termina ‘monadelphia’: ‘adelphós’ vuol dire “fratello”, che a sua volta è composto da: ‘delphús’ che significa ‘utero’, mentre il prefisso ‘a’ vale ‘stesso’; il prefisso ‘mono’ indica ‘uno solo’.

Hibiscus syriacus (Ibisco cinese). Gli stami, in questa classe, sono saldati per i filamenti a formare una specie di tubo. A dire il vero nel syriacus non tutti hanno questo comportamento, quelli più in alto sembrano piantati direttamente sullo stilo assomigliando di più al tipo gynandria.

Quando abbiamo incontrato il fiore di Melia azedarach alla classe 10+1 (Decandria monogynia) si era detto che ne avremmo riparlato, è giunto il momento di farlo.

Melia azedarach (Melia). Così avevamo descritto il fiore: ‘una strana struttura formata da stami saldati fra loro’. Ma questa è proprio la definizione di Monadelphia Poliandria (molti stami (polyandria) fusi in unica struttura (monadelphia)).
Trovo inspiegabile il fatto che Linneo non abbia inserito questa pianta nella giusta collocazione (o forse mi sfugge qualcosa).

Classe 17. – Diadelphia

17.4 Diadelphia decandria

Dieci stami (decandria) fusi in due strutture distinte (diadelphia). Molte piante di questo ordine sono leguminose e hanno nove stami raggruppati assieme e uno isolato.

Amorpha fruticosa (Amorfa). Graziosi fioretti viola con lunghi stami raggruppati in due insiemi più o meno distinti.

Robinia pseudoacacia (Robinia). A destra il fiore denudato: nove stami raggruppati assieme e uno isolato.
Cosa vale di più un disegno o una foto? dipende…

Classe 18. – Polyadelphia

18.2 Polyadelphia icosandria

Venti stami (icosandria) fusi assieme in più strutture (polyadelphia).

Citrus x limon (Limone). Al centro si distinguono i raggruppamenti di stami che corrono internamente alla corolla.
Fascetti di filamenti. Sono visibili le zone di fusione.

Classe 19. – Syngenesia

Antere saldate fra loro a formare un tubicino con dentro lo stilo e filamenti liberi (syngenesia: composto dal prefisso ‘syn’ che sta per ‘insieme’ e da ‘genesis’ che significa ‘origine’). In questo ordine sono molte le infiorescenze a capolino dai numerosissimi fioretti di due tipi: fiori a tubicino (flosculi tubulosi); fiori con vistosa corolla a linguetta (flosculi ligulati). Insomma, le composite o Asteraceae.

19.3 Syngenesia polygamia frustranea

Solo il terzo dei quattro ordini (famiglie) ha piante contemplate dal blog. Gli ordini si differenziano fra loro in base alle fertilità o meno dei due tipi di fioretti. In questo terzo ordine i fiori tubulosi son fertili mentre i ligulati sono sterili.

Heliantus tuberosus (Topinambur), infiorescenza. Al centro assiepati i singolo fioretti a tubicino.
Singolo fiore a tubicino. Corolla gamopetala, all’interno gli stami saldati per le antere a formare un tubicino dal quale emerge lo stilo che termina in uno stigma bifido.
Tolta la corolla e fatto slittare il tubicino formato dalle antere, i filamenti si flettono un po’ e la foto non ha niente da invidiare al disegno schematico che simboleggia il fiore syngenesia. Scatto sul fioretto di Helianthus annuus (il ben noto girasole)
Fioretto ligulato rigorosamente sterile, sia per parte femminile (ha uno stigma abortito), sia per parte maschile (manca di stami).

Classe 20. – Gynandria

20.4 Gynandria pentandria

Quarto ordine della ventesima classe: cinque stami (pentandria) piantati direttamente sul pistillo (gynandria: una giustapposizione dei termini ‘donna’ e ‘uomo’, un po’ come l’italiano ‘androgino’).

Passiflora cerulea (Passiflora). Tutto è strano in questo fiore: cinque stami sbucano perpendicolarmente dall’ovario, mentre gli stili (in numero di tre) si alzano flessuosi terminando in stigmi piatti e appariscenti. Tra i petali e gli organi riproduttivi sono interposte quattro corone di stami sterili (staminodi) splendidamente colorati.


E anche questo post è archiviato. Con la ventunesima classe terminano le piante a fiori rigorosamente e soltanto bisessuali. Per procedere oltre e imbrigliare tutte le piante a fiore del creato Linneo usa altre categorie, come vedremo nel prossimo post.


Non possiamo terminare senza riflettere sul fatto che dopo questi due primi post il nostro modo di guardare ai fiori non può essere più lo stesso. Non che prima il Cacciatore di Alberi non fosse interessato alla quantità di stami o pistilli, o non fosse capace di meravigliarsi incontrando strane configurazioni di questi organi, ma d’ora in poi non si potrà più scrutare un fiore senza pensare alla sua eventuale collocazione nel sistema sessuale e l’essersi impadroniti di termini e concetti nuovi guiderà l’osservazione poiché sapremo in precedenza cosa andare a guardare. Insomma, abbiamo uno strumento in più.

2 pensieri su “Il Sistema sessuale di Linneo – dall’11. alla 20. classe

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.